Professore assenteista si difende Ora il giudice decide sullo stop

Raoul Saggini nega le accuse, a breve il gip si pronuncerà sulla misura interdittiva verso il docente Chiesto il processo anche per peculato continuato, il 21 luglio l’udienza preliminare sull’indagine bis
CHIETI . Raoul Saggini arriva alla 12 all’ultimo piano del tribunale accompagnato dai suoi avvocati Italo Colaneri e Pierfrancesco Zecca. Per il professore è il giorno dell’interrogatorio, con il giudice Luca De Ninis che deve decidere anche sulla richiesta di misura interdittiva avanzata dal pm Giuseppe Falasca di sospenderlo dall’esercizio del pubblico ufficio di docente universitario. Ma il giudice si riserva la decisione, anche perché le difese hanno consegnato memorie in cui il docente della d’Annunzio accusato di assenteismo spiega la sua versione dei fatti.
Il professore di Medicina fisica e Riabilitazione nega gli addebiti e si difende. Di origini fiorentine, 68 anni, a lungo preside del corso di laurea in Fisioterapia, a cui sono legate molte delle attività in conto terzi dell’ateneo, il professore, con prestigiosi incarichi in tutta Italia, ora rischia grosso. La Procura lo accusa di aver «eluso i propri obblighi di docente, disertando l’ateneo e disinteressandosi del tutto degli studenti per ben tre anni accademici». E il tribunale gli presenta il conto, con un sequestro preventivo di 132.771,85 euro. Somma riquantificata e quasi quintuplicata rispetto ai 27.945,84 euro richiesti dal pm, perché, dice il giudice, «la funzione didattica è andata deserta nella sua globalità e pertanto pregiudicata nella sua interezza».
Per l’avvocato Zecca, che ha assunto la difesa di Saggini sin dal primo procedimento disciplinare avviato dall’università, «l’azione di sequestro è priva di qualsiasi fondamento fattuale», considerato che il Tar e il Consiglio di Stato si sono già pronunciati a favore del docente, annullando gli effetti del procedimento disciplinare dell’ateneo. Intanto, però, alle accuse di truffa aggravata e falso, dovute al mancato svolgimento di 271 ore di lezioni frontali, adesso potrebbe aggiungersi anche un altro filone d’accusa per il reato di peculato continuato in relazione all’utilizzo di alcuni macchinari dell’università. Anche per questo secondo filone, il pm ha già chiesto il processo: l’udienza preliminare è in programma il 21 luglio. La vicenda è partita nell’ottobre del 2018 con una denuncia inviata da 29 studenti di Fisioterapia al rettore dell’università d’Annunzio Sergio Caputi che, qualche mese dopo, ha avviato il primo procedimento disciplinare nei confronti del professore.

