Profughi, insulti al segretario del Pd Sciotti

10 Giugno 2016

ATESSA. Dopo la proposta fatta al sindaco Nicola Cicchitti per la gestione dell’eventuale arrivo degli immigrati in città, il segretario Pd Angelo Sciotti, secondo quanto riferisce il circolo del...

ATESSA. Dopo la proposta fatta al sindaco Nicola Cicchitti per la gestione dell’eventuale arrivo degli immigrati in città, il segretario Pd Angelo Sciotti, secondo quanto riferisce il circolo del partito, è stato bersaglio di insulti sui social network tanto che in sua difesa scende la direzione del partito: «Gli iscritti, i membri del consiglio direttivo e della segreteria del circolo del Pd di Atessa, esprimono solidarietà al segretario Angelo Sciotti, raggiunto in questi ultimi giorni da ripetuti insulti e attacchi personali che fanno male alla vita democratica di Atessa e alle istituzioni democratiche. Al nostro segretario va dunque l’invito ad andare avanti e a non farsi intimidire dalla violenza verbale di pochi facinorosi che non hanno vergogna». Sciotti, nei giorni scorsi, ha incontrato sia Giulio Borrelli sia Cicchitti. A quest’ultimo, in una lettera aperta, ha proposto di «farsi promotore presso tutti i sindaci del comprensorio di un’azione comune e condivisa presso il prefetto affinché i profughi siano distribuiti su tutto il territorio individuando una quota giusta e sostenibile per ogni comune e prevedendo il loro impiego in lavori socialmente utili e di assistenza e assegnando la loro gestione ad associazioni no-profit. Sarebbe opportuno coinvolgere l’assessorato alle Politiche sociali della Regione, le associazioni con esperienza nella gestione dei migranti e non ultimo l’Anci. Riteniamo che in questo modo si otterrebbero effetti positivi, in quanto verrebbero sopite le paure dei cittadini circa un’ipotetica “invasione” di profughi nella sola Atessa e allo stesso tempo depotenziate campagne politico-propagandistiche atte solo a sollevare gli animi si favorirebbe una migliore integrazione dei profughi nel tessuto sociale si assicurerebbe loro una dignitosa permanenza». (m.d.n.)