Profugo morto per un problema al cuore

Lo evidenzia l’autopsia sulla salma del giovane migrante, disposti ulteriori esami. Gara di solidarietà per il rimpatrio
VASTO. È stato tradito probabilmente dal cuore Ebrina Sanko, il 19enne del Gambia morto martedì mattina a causa di un malore improvviso. L’esame autoptico, eseguito ieri dal medico legale Pietro Falco, ha evidenziato problemi di natura cardiaca, presumibilmente congenita. Il perito preferisce non sbilanciarsi, almeno prima che arrivino i risultati degli ulteriori esami istologici e tossicologici disposti sui tessuti cardiaci prelevati.
Sono stati eseguiti moltissimi accertamenti, tra cui anche l’esame antitubercolare. L’autopsia, iniziata ieri mattina all’obitorio del San Pio poco prima di mezzogiorno, è terminata alle 15,30. Ad assistere non c’era alcun parente di Ebrina. La guerra e la miseria hanno diviso la famiglia. I risultati della perizia arriveranno fra 60 giorni e saranno consegnati alla Procura di Vasto. Ora cominceranno le procedure per il rimpatrio della salma.
A Schiavi d’Abruzzo, intanto, è scattata la solidarietà. Per l’espatrio servono 3.700 euro. Tanti nel piccolo paese dell’Alto Vastese hanno dato un piccolo contributo, altri hanno detto che lo faranno. Per il rimpatrio occorrerà comunque qualche giorno. Il disbrigo delle pratiche burocratiche non è facile. Al centro di accoglienza si respira un’aria mesta.
I compagni di Ebrina, che avrebbero dovuto avere domani una giornata di incontro con i cittadini, l’hanno annullata in segno di lutto. Dalla loro pagina Facebook hanno invece fatto sapere che andranno regolarmente a Castelguidone per dipingere gli sportelli del gas. Uno dei tanti lavoretti che aiutano questi giovani ad integrarsi nelle comunità di accoglienza. Proprio come faceva Ebrina, che alla domenica si divertiva tanto anche con il calcio.
«Era davvero simpatico. Un viso da bambino. Per questo lo chiamavamo tutti così», raccontano in paese. La morte di “Bambino” ha sconvolto tutti. Perché gli abruzzesi hanno un cuore d’oro e dopo sei mesi (Ebrina Sanko era arrivato a Schiavi lo scorso inverno) si erano affezionati a lui.
Anche il sindaco di Schiavi d’Abruzzo, Luciano Piluso, è profondamente commosso. «Siamo qui per dare una mano. Queste sono tragedie che sconvolgono tutti e non è possibile restare impassibili», dice il primo cittadino, esprimendo le proprie condoglianze alla famiglia dello sfortunato ragazzo scappato dal suo paese per trovare la vita ma inseguito da un destino crudele.
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