«Progetti e contenziosi: questa giunta ha fallito»

La lista Nuova Lanciano contro i piani annunciati dall’amministrazione Pupillo «Bici elettriche, piste ciclabili, Palazzo Novecento, parco Valente: è tutto un caos»
LANCIANO. Che fine ha fatto il progetto di bike sharing? E che ne sarà dei contenziosi milionari aperti con l’amministrazione comunale, come quello da 2milioni e 800mila euro da parte della ditta costruttrice di Palazzo Novecento? Sono le domande che si pone il gruppo di minoranza Nuova Lanciano, per voce dei consiglieri Paolo Bomba e Angelo Palmieri che intervengono sulla situazione generale della città e le prospettive tracciate dal sindaco Mario Pupillo per l’anno appena iniziato. «Si parla di città smart e green», affermano Bomba e Palmieri in una nota, «ma sono termini ormai ripetuti come una vecchia canzone. A noi piace dire verde e a tal proposito ci chiediamo che fine hanno fatto le biciclette del progetto Anxanum bike sharing. Un progetto sicuramente buono, partito con tanto di inaugurazione e finito come molti altri nel silenzio e nel dimenticatoio. Cosa è successo e perché? Passeremo alla storia come l’unica città dove un progetto di questo tipo è fallito. Dopo però si continua a coltivare l’idea di realizzare nuove piste ciclabili sulle arterie principali di accesso alla città».
Preoccupa Nuova Lanciano anche il destino di Palazzo Novecento, annesso al patrimonio comunale dopo una querelle giudiziaria pluriennale, ma «ad oggi ancora inutilizzato e sopraffatto dal degrado e dall’incuria». «Questa amministrazione», prosegue la minoranza, «è bravissima a fare le conferenze stampa, ma non sa gestire l’ordinarietà. Prova ne sono i termosifoni spenti nelle scuole al rientro dalle vacanze di Natale». Anche sul nascituro Parco Valente, nel complesso di Villa delle Rose, vengono avanzate delle perplessità. «La riqualificazione urbanistica dell’ex Torrieri è ancora al palo», sostengono i consiglieri, «e se anche risultano positivi la prosecuzione di corso Trento e Trieste fino ai viali e il nuovo Parco, perché togliere il campo sportivo ed eliminare un luogo di aggregazione e di richiamo? Tra l’altro si tratta dell’unico campo in centro città e facilmente raggiungibile».
E viene contestata anche la scelta di sviluppo verso la zona a nord di Lanciano, che guarda all’ortonese e all’asse marrucino per poi estendersi fino alla costa di Ortona. «Va bene rivolgere uno sguardo verso il mare», concludono Bomba e Palmieri, «ma non si può trascurare la Val di Sangro dove ogni giorno, solo per lavoro, si recano migliaia di persone. Come si può pensare di far recuperare alla città la sua centralità, di farla tornare a essere punto di riferimento del territorio senza tenere nella giusta considerazione il legame con la Val di Sangro, con la costa e con l’entroterra?».
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