Progetto In.te, la Asl chiede altre garanzie

Stoppato il parere sulla realizzazione del Centro di ricerca energia alternativa e Merlino protesta
CHIETI. Sulla scrivania dell’ingegner Domenico Merlino, ideatore e coordinatore del progetto In.te per riqualificare l’area ex Burgo, arriverà nella giornata di oggi da parte della Asl una richiesta di integrazione rispetto ai documenti che lui stesso ha fornito in relazione al progetto. La lettera riguarda la richiesta di parere che è arrivata alla Asl, come anche a tutti gli altri enti interessati, da parte del Suap, lo sportello delle attività produttive che deve rilasciare tutti i permessi. La richiesta del Suap è giunta a metà settembre, alcuni enti hanno già rimesso il proprio parere, la Asl, invece, vuole andare a fondo su alcune questioni. Ad interessarsi della pratica è il Servizio igiene epidemiologia e sanità pubblica che con la lettera che sarà inviata oggi ha intenzione di chiedere notizie aggiuntive proprio sull’intervento più importante del progetto In.te, quello che riguarda il Crea, il Centro di ricerca energia alternativa che fa capo all’ex onorevole Idv, Augusto Di Stanislao. Per capire perché questo tipo di intervento abbia un peso di primissimo piano all’interno di tutte le attività che vogliono collocarsi nell’area, basti pensare che avrà una capacità occupazionale di circa 200 addetti. I colloqui di lavoro sono già partiti e sui 200 circa 124 verranno pescati dal serbatoio ex Burgo, così come prevedeva una clausola specifica dell’accordo Inte. In pratica da solo il nuovo centro di ricerca potrebbe soddisfare quasi tutto il fabbisogno lavorativo legato ai dipendenti rimasti senza lavoro alla chiusura della cartiera. Ma il Servizio igiene epidemiologia e sanità pubblica intende procedere con i piedi di piombo. Da indiscrezioni si è capito che, fatte le nuove indagini attraverso la richiesta di documentazione aggiuntiva, se tutto risulterà in regola, la Asl sarà pronta a rilasciare un parere positivo ma con una precisa prescrizione, che riguarda la necessità che dal nuovo insediamento industriale non fuoriescano cattivi odori. Chieti Scalo è già afflitta da problemi di “puzza”, come è capitato di recente, ad agosto scorso, con il depuratore di San Martino. E visto che il nuovo insediamento industriale si occuperà di biometano, la Asl ha intenzione di scongiurare in qualsiasi modo che non vi siano problemi di questo tipo, anche perché l’area dove una volta sorgeva la storica cartiera Burgo non si trova molto distante dal centro abitato di Chieti Scalo. Sempre per quanto riguarda il Crea, invece, sembrano essere superati i dubbi dovuti al fatto che una specifica legge aveva vietato all’interno dell’area la produzione di energia alternativa attraverso biomasse o pirolisi. Nel centro Crea, infatti, è stato acclarato proprio dal Servizio igiene epidemiologia e sanità pubblica, l’energia alternativa non verrà prodotta attraverso metodi che la legge vieta di poter mettere in campo su quel territorio, ma attraverso appunto il biometano, che, a questo punto, solleva soltanto dubbi circa possibile fuori uscite di cattivo odore. Da parte sua l’ingegner Merlino si dice pronto a venire incontro a qualsiasi dubbio, purché si faccia in fretta. «Quanto dobbiamo ancora aspettare per avere il via libera da parte degli enti?» protesta «fra qualche anno vado in pensione…».
Arianna Iannotti

