Proiettile al manager, il pm: è terrorismo

Lettera minatoria degli anarchici all’azienda Tekne di Ortona: ora indagano la procura distrettuale dell’Aquila e il Ros
ORTONA. Minaccia aggravata da finalità di terrorismo. Con questa ipotesi di reato la procura distrettuale dell’Aquila indaga sulla lettera a firma della Federazione anarchica informale (Fai), contenente minacce di morte e un proiettile, recapitata lunedì scorso a un manager della Tekne di Ortona, azienda che opera nel settore della difesa. Al momento l’inchiesta, condotta dai carabinieri del Raggruppamento operativo speciale (Ros), è a carico di ignoti. I messaggi che inneggiano al pescarese Alfredo Cospito, ritenuto l’ideologo della Fai e in sciopero della fame contro il regime carcerario del 41-bis, sono stati recapitati anche ad altri due manager che lavorano all’Iveco defence vehicles di Bolzano e all’Agenzia italiana aerospazio e difesa: proseguono le indagini per verificare con esattezza l'attendibilità dei contenuti ed escludere con certezza che possa trattarsi del gesto di un mitomane. Tutti i documenti sono stati già esaminati dal Comitato di analisi strategica antiterrorismo.
LE LETTERE
Le buste di colore giallo inviate ai manager hanno come mittente (fittizia) la compagna di Cospito, Anna Beniamino, definita nell’intestazione «avvocato», con un secondo cognome, Spitoco, anagramma dell’anarchico in sciopero della fame. La finta Beniamino (quella vera è reclusa in regime di alta sicurezza nel carcere femminile di Rebibbia) ha indicato come residenza Terni, via della Libertà 41b. Si tratta di un’altra, ironica citazione: nella casa circondariale del capoluogo umbro è stato rinchiuso per circa un anno, dal giugno 2021 al giugno 2022, Cospito insieme con alcuni brigatisti irriducibili. Il numero civico, invece, è un evidente riferimento all’articolo dell’ordinamento penitenziario che regola il carcere duro.
LE MINACCE
Il manager della Tekne è stato intimidito con frasi del tipo: «Il cane al guinzaglio dello Stato padrone che alimenta il dominio tecnologico-industriale verrà colpito a morte» e «assassino al servizio dell’industria militare e della guerra che alimenta la morte a vantaggio dello stato imperialista». E ancora giù minacce: «Non avrà mai pace, ovunque andrà troverà un compagno anarchico pronto a vendicare il carcere di Alfredo e dei compagni. La forza anarchica con le sue articolazioni condurrà una campagna di lotta senza fine contro i servi dell’industria della morte perché per distruggere le aziende bisogna colpire gli uomini».
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