Project Maltauro, la Regione avoca a sé la competenza

CHIETI. Il presidente della Regione Luciano D’Alfonso avoca a sé il progetto per la realizzazione del nuovo ospedale teatino, togliendone la competenza alla Asl. «Con il consenso dell'azienda...
CHIETI. Il presidente della Regione Luciano D’Alfonso avoca a sé il progetto per la realizzazione del nuovo ospedale teatino, togliendone la competenza alla Asl. «Con il consenso dell'azienda affidataria della procedura, nella persona del direttore generale della Asl, Pasquale Flacco», D’Alfonso fa sapere che «la Giunta regionale recupererà a sé la competenza per il progetto di demolizione, ricostruzione e gestione dell'ospedale civile SS. Annunziata di Chieti». La decisione è stata presa al termine dell’incontro di lunedì tra il presidente D'Alfonso, e l'Icm (l'associazione temporanea di imprese capitananta dal gruppo Maltauro che ha proposto il project financing), per verificare l'iter e i tempi di realizzazione dell'opera.
«Prendiamo atto», spiega il presidente, «delle difficoltà manifestate dalla Asl nella gestione dell'istruttoria, l'inerzia riscontrata in questi tre anni e la non definizione del procedimento, nonostante la chiara volontà politica di rispondere con una nuova struttura alle richieste di salute e sicurezza degli abruzzesi. Siamo dunque costretti, come Giunta, a recuperare la competenza della procedura, nominando una commissione tecnica». Ma l’opposizione insorge immediatamente. A parlare sono i due più grandi oppositori del project Maltauro, i consiglieri regionali teatini Mauro Febbo, di Forza Italia, e Sara Marcozzi, del Movimento 5 Stelle.
Per Febbo la Regione non può fare « da padrone e sotto». Vale a dire che «il controllato» non può «vestire i panni anche del controllore». La Regione per Febbo «deve essere organo neutro rispetto ad una proposta che deve essere prima valutata dalla Asl, ente appaltante». Secondo il presidente della Commissione regionale di Vigilanza Febbo, non è tanto un problema di inerzia da parte della Asl a preoccupare D’Alfonso, quanto i suoi «motivati dinieghi». E infatti, nota ancora il consigliere, nella riunione di lunedì erano assenti «Vincenco Mastrangelo e Filippo Manci, professionisti che avevano sollevato dubbi amministrativi e procedurale sul progetto. Il presidente dovrebbe spiegare se tale decisione è stata presa perché il direttore Flacco e il dirigente Stefano Spadano risultano coinvolti in indagini della magistratura e, quindi, ha preso la palla al balzo per mettere fuori gioco la stessa Asl o se vi sono altri motivi amministrativi».
Per Marcozzi, «è inaccettabile che il presidente D'Alfonso liquidi con "inerzia" e "ritardo" il lavoro di approfondimento messo in atto dalla Asl. Si tratta di un progetto complesso, un impegno di spesa complessivo di oltre 3 miliardi di euro in 30 anni che, se esaminato superficialmente, potrebbe danneggiare la regione intera e compromettere per sempre le casse regionali».
Della replica a Febbo a Marcozzi si incarica il consigliere regionale Camillo D’Alessandro. «Non c'è alcuna forzatura», dice, »nel fatto che la Giunta avochi a sé la competenza sulla procedura nominando una commissione tecnica, poiché sono state palesate dalla Asl difficoltà nella gestione dell'istruttoria. In molti casi è la Regione stessa che manifesta il pubblico interesse, chiaramente disponendo di un'ulteriore istruttoria tecnica».
Intanto ieri il sindaco Umberto Di Primio ha riunito il comitato ristretto dei sindaci chiamando Flacco e l’assessore Silvio Paolucci a riferire sul project e sul Dea di II livello. Paolucci ha assicurato che con il Dea di II livello la Carddiochirurgia resterà a Chieti. Le due realtà ospedaliere di Chieti e Pescara, pur conservando la loro autonomia amministrativa, concorreranno entrambe, alla costituzione del Dea di II livello. Quanto al project, «alla luce dei punti di debolezza dell'attuale struttura sanitaria -staticità dei corpi C ed F, adeguamento sismico e alcune voci dei costi di gestione », dice Di Primio, «il Comitato è portato a pensare che, ove ci fosse una sostenibilità economica, il nuovo ospedale potrebbe dare una risposta a tutte queste criticità».
Arianna Iannotti

