Promettevano lavoro all'università, cinque arrestati

13 Novembre 2014

Sono accusati di truffa e millantato credito: quei posti non esistevano. Quattro sono ortonesi, uno aquilano, già dirigente Asl. Quindici le vittime del raggiro accertate. Il tariffario: l'illusione del lavoro venduta fino a 25mila euro

Promettevano posti di lavoro all'Università D'Annunzio, in realtà per i carabinieri e la Procura sarebbero truffatori. Cinque persone sono state arrestate con le accuse di millantato credito, falso, truffa e sostituzione di persona. Quei posti, offerti in cambio di somme, che andavano dai 3.000 ai 7.000 euro, non esistevano.

Gli arrestati sono quattro ortonesi e un aquilano che fino a due anni fa ricopriva un ruolo apicale nella Asl di Chieti: il presunto organizzatore è Luciano Di Odoardo, 69 anni, ex direttore amministrativo della Asl di Chieti e dirigente dell'Arta di Pescara; gli altri sono Patrizia Marino, 55 anni, impiegata della Asl di Ortona, la figlia Pamela Magno, 32 anni, il fratello Marco Marino, 54 anni e Maria Concetta Vaghini, 55 anni. A tutti sono stati concessi i domiciliari.

L'inchiesta, condotta dal sostituto procuratore Giuseppe Falasca, ha visto impegnati i carabinieri del Nor e della stazione di Chieti Scalo per quasi un anno. A dare il via alle indagini sono state delle denunce di presunti truffati che, all'inizio dell'anno, si sono presentati ai carabinieri per raccontare ciò che accadeva. Subito dopo, però, è stato sentito in qualità di parte offesa il rettore Carmine Di Ilio che, in quell'occasione, spiegò che non erano previste assunzioni a breve. Lo stesso Di Ilio, quindi, depositò una denuncia contro i cinque. Altri due sono indagati: Lino Camillo D'Arcangelo, 59 anni, responsabile della mensa dell'ospedale di Chieti e Claudio Cesare Di Renzo, 35 anni.