Promossi i conti di Comune e partecipate

28 Giugno 2016

La maggioranza vota compatta il consuntivo e i bilanci delle società. Passa anche il debito di due milioni alla Neturbà

CHIETI. Alla fine tutto approvato. Nonostante le polemiche della vigilia, con l’opposizione che ha sollevato lo spettro del dissesto economico alle porte, il consiglio comunale di ieri ha dato il via libera al bilancio consuntivo del 2015 insieme a tutti i bilanci delle partecipate, dal teatro Marrucino a Chieti Solidale e a Teateservizi. È passato anche il riconoscimento del debito fuori bilancio di quasi due milioni di euro dovuti alla Neturbà. Messi da parte i malumori, la maggioranza che sostiene il sindaco Umberto Di Primio si è presentata compatta all’appuntamento con il bilancio e ha votato tutto quanto era previsto all’ordine del giorno. Stamane il sindaco terrà una conferenza stampa insieme alla maggioranza per rivendicare questo risultato e illustrerà la situazione dei conti dell’ente partendo dai 5.300.000 euro di avanzo con cui si è chiuso il bilancio di competenza. Un risultato che fa ben sperare, nonostante lo sforamento del patto di stabilità (per la cui mancata certificazione in tempo utile il sindaco ha già fornito le proprie giustificazioni, tanto è vero che su questo problema si sta muovendo anche l’Anci per chiedere l’attenuazione delle sanzioni, visto che la situazione è comune a tantissimi altri centri italiani) e nonostante il fatto che il conto consuntivo sia stato accompagnato da una relazione in cui cinque dei dieci parametri proposti non sono stati rispettati. È questo ultimo aspetto che, secondo l’opposizione, porterebbe il Comune di Chieti a un passo dal dissesto economico e finanziario, inserendo l’ente nel novero di quelli strutturalmente deficitari.

L’unico fuoriprogramma della seduta di ieri è stato sollevato dal consigliere comunale d’opposizione Enrico Raimondi (L’Altra Chieti). L’esponente della minoranza ha tirato fuori un problema di legittimità nella composizione del consiglio comunale, in cui siede un dipendente di una società partecipata del Comune (Raimondi non ha fatto nomi ma si tratta di Marco Di Paolo, dipendente con contratto a tempo di Teateservizi, in quanto da 26 anni lavora alla piscina comunale che ora da qualche mese è passata in gestione a Teatesevizi). Secondo Raimondi la normativa dovrebbe accomunare i dipendenti delle società partecipate a quelli dell’ente di riferimento e, dunque, Di Paolo non potrebbe più ricoprire la carica di consigliere. Raimondi ha sollevato anche un’altra eccezione: se la società partecipata ha le stesse regole dell’ente di riferimento anche le assunzioni dovevano essere fatte attraverso selezione pubblica, cosa che non è avvenuta. Il segretario comunale Celestina Labbadia, però, ha preferito mandare andare avanti la seduta, dicendo che per lei non c’erano profili di illegittimità. (a.i.)

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