Pronta la Rianimazione: 26 posti letto e telecamere

24 Aprile 2021

Finiti i lavori da 1,5 milioni: al via un’ala con strumenti speciali per i pazienti Covid  L’assessore Verì: sanità potenziata anche per il dopo virus. Schael: un’eccellenza

CHIETI. Inaugurati ieri gli ultimi 7 posti di terapia intensiva della Rianimazione Covid dell’ospedale teatino. «Abbiamo concluso gli interventi di potenziamento per la risposta Covid all’ospedale di Chieti», ha detto l’assessore regionale alla salute Nicoletta Verì, intervenuta all’inaugurazione del reparto che si trova all’undicesimo livello della palazzina M, vale a dire il cosiddetto polo del cuore di ultima realizzazione. «È una Rianimazione gioiello», l’ha definita il direttore generale Asl Thomas Schael, «con alta tecnologia e attrezzature all’avanguardia in una superficie di oltre mille metri quadrati e stanze a pressione differenziata per isolati e infetti».
Gli ultimi 7 letti di rianimazione portano a 18 i posti complessivi per far fronte all’emergenza Covid. L’ospedale teatino ha anche una Rianimazione non Covid, con 8 posti letto e conta quindi complessivamente 26 posti di rianimazione. L’intero reparto è diretto da Salvatore Maggiore che ieri supervisionava l’andamento clinico di 8 pazienti ricoverati nel reparto non Covid e di altri 12 ricoverati nel reparto Covid. All’inaugurazione dell’ultimo lotto di lavori erano presenti anche il direttore sanitario Asl Angelo Muraglia, il responsabile della direzione medica di presidio Fernando Di Vito, il direttore dell’unità operativa Investimenti e patrimonio Filippo Manci e il direttore dei lavori Raffaele Di Gialluca.
«Un lavoro eccellente», ha detto l’assessore Verì, «anche perché questa terapia intensiva guarda a una prospettiva ben più lontana, e a pazienti affetti da altre patologie che potrà accogliere quando ci saremo liberati del virus». La nuova Terapia intensiva è stata realizzata utilizzando soluzioni all’avanguardia sotto il profilo delle attrezzature e degli impianti. Il reparto è dotato di due centrali di monitoraggio che permettono il controllo a distanza dei pazienti, sorvegliati attraverso una telecamera ad alta definizione collocata sopra tutti i letti, in un ampio open space. Un setting speciale è riservato ai malati infetti o che hanno necessità di essere isolati, attraverso stanze a pressione positiva o negativa a seconda delle necessità dettate dalla patologia. I pazienti isolati, che devono essere protetti rispetto all’ambiente esterno, sono in locali di sovra-pressione, in modo tale che l’aria non possa entrare quando si apre la porta. Nel caso dei malati infetti, come quelli che hanno contratto il Covid, l’ambiente è invece in depressione, per cui quando si apre la porta l’aria non esce. La pressurizzazione degli ambienti viene regolata attraverso un computer. Tutte le aree della nuova Rianimazione possono essere mandate in negativo o in positivo, vale a dire in depressione o in sovrapressione.
«Abbiamo utilizzato al meglio le risorse attribuite dal presidente Marco Marsilio in qualità di soggetto attuatore per il coordinamento delle attività relative all’emergenza sanitaria», ha sottolineato Schael, «speriamo di poter superare l’emergenza definitivamente, così da riportare attenzione e programmazione su altri temi e altre necessità assistenziali dei nostri ospedali, che non possono restare senza risposta».
I lavori, costati complessivamente tra primo e secondo lotto 1.581.120 euro, sono stati realizzati dalle imprese Abp Nocivelli, De Rosa Gionatan, Time e Rivoira. Il primo lotto di 11 posti letto è stato inaugurato il 4 febbraio scorso. Il secondo lotto avrebbe dovuto essere completato entro il mese di febbraio scorso.
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