«Pronto a difendere i vostri diritti»

Il questore Palumbo si presenta e paragona Chieti a una bella signora
CHIETI. «E’ la mia prima volta a Chieti. La città mi è subito piaciuta molto. L’ho trovata signorile ed educata». 61 anni, originario di Andria, il nuovo questore di Chieti, Raffaele Palumbo, si è mostrato molto entusiasta sia della città che del suo primo incarico alla guida di una Questura. A Chieti, che definisce come «una bella signora che vive all’ultimo piano e dall’alto si guarda intorno», ha già preso un appartamento vicino alla sede della Questura e conta di convincere anche la famiglia, che attualmente si trova in Umbria, a trasferirsi in città. Ha già avuto modo di incontrare il sindaco Umberto Di Primio e il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Luciano Calabrò. In programma a breve scadenza ci sono visite anche al prefetto Antonio Corona e all’arcivescovo metropolita di Chieti Vasto, monsignor Bruno Forte. Palumbo arriva da Napoli, dove ha svolto l’incarico dirigente della Polizia di frontiera per Campania, Basilicata e Calabria. In precedenza aveva ricoperto analogo incarico a Bari con competenza su Puglia, Abruzzo e Molise. Ancora prima è stato vicario del questore di Perugia e ha ricoperto diversi ruoli in altre Questure.
A Chieti ha preso il posto di Vincenzo Feltrinelli, di cui, ha detto, ha intenzione di seguire le orme. «Il primo obiettivo è quello di difendere i diritti e le libertà dei Teatini e dei residenti dell’intera provincia», ha detto ieri mattina in Questura presentandosi ai giornalisti. «Terremo alta l'attenzione su indagini relative ad infiltrazioni della malavita, soprattutto per quanto riguarda il Vastese e la zona a Sud della provincia teatina». Ha preferito non rilasciare commenti sull’omicidio di Vasto che due giorni fa ha sconvolto la città adriatica, ma è tornato, invece, brevemente sull’ingente sequestro di droga effettuato dagli agenti della Squadra mobile diretta da Francesco Costantini a fine gennaio, per sottolineare che comunque anche una zona tranquilla come quella del Teatino «non è affatto un’isola felice» e che, per questo, «in collaborazione con le altre forze dell’ordine, bisogna sempre mantenere il più possibile alta la guardia. Noi abbiamo voglia e competenze giuste per poter fare bene», aggiunge, citando l’apporto dei suoi più stretti collaboratori, il capo di gabinetto Florindo Di Lorenzo e il vicario Egidio Labbro Francia. Sulla scrivania del suo ufficio, al secondo piano della Questura, si notano libri sul patrimonio storico ed artistico della città. Spicca tra gli altri “Chieti Città d’arte, di Storia, di Cultura e di Musei”, scritto da Raffaele Bigi.
«La città ha molte cose da mostrare. Il bello educa», dice, «il brutto abbrutisce. Per quanto mi riguarda», conclude, «cerco di creare il bello, dove posso». (a.i.)

