Pronto soccorso al Bernabeo Paolucci: servizio garantito

30 Giugno 2017

Ortona. L’assessore e la modifica del reparto in Punto di primo intervento «Assistenza 24 ore al giorno, alta professionalità di medici e personale»

ORTONA. La data del primo luglio è stata una delle più gettonate nell’ultima campagna elettorale, perché indicata come il momento in cui il Pronto soccorso dell’ospedale di Ortona si trasformerà in Punto di primo intervento (Ppi). Alla vigilia del fatidico inizio del mese, il Centro ha intervistato l’assessore regionale alla sanità, Silvio Paolucci.
Assessore Paolucci, da sabato il Pronto soccorso di Ortona diventerà davvero un Ppi?
«È una data che è forse frutto di fantasie utilizzate per fini elettorali. La verità è che la necessità di una riqualificazione del presidio di Ortona, insieme a tutta la rete ospedaliera, è stata dettata dall’obbligo di rispettare due leggi dello Stato, due decreti ministeriali e un’intesa Stato-Regioni del 2014, sottoscritta da tutte le regioni. Al di là della denominazione, l’assistenza in Pronto soccorso a Ortona sarà aperta 24 ore e gestita con professionalità da medici e personale sanitario che fanno capo al Dipartimento di emergenza urgenza».
Ci può fornire qualche dato sul Pronto soccorso del Bernabeo?
«Rispetto alle norme nazionali, le quali prevedono che per giustificare un presidio di base occorrono 20mila accessi appropriati al Pronto soccorso, l’annualità del 2016 ha fatto registrare, secondo dati incontestabili, 16.238 accessi, di cui oltre il 72% sono codici bianchi e verdi ossia assente e bassa criticità, il 27,3% sono codici gialli a media criticità e solo lo 0,3% sono codici rossi, che già da prima venivano trasferiti al presidio di Chieti».
La qualità assistenziale dell’ospedale di Ortona è migliorata?
«Sono migliorati l’indice di complessità dei casi trattati e l’appropriatezza dei ricoveri che sono due tra i principali indicatori che verranno valutati dai tavoli ministeriali per promuovere un ospedale di qualità o al contrario sottoporlo a commissariamento».
In cosa si può fare meglio?
«Vogliamo migliorare ancora di più la valorizzazione delle risorse professionali e tecnologiche, un potenziamento ulteriore dell’utilizzo delle sale operatorie, attraverso una migliore organizzazione della piattaforma logistica, e rafforzare i servizi specialistici e di diagnostica strumentale, con un modello di organizzazione flessibile, per porre Ortona come punto di riferimento negli obiettivi del Piano aziendale di contenimento delle liste di attesa. Voglio ricordare che è ormai prossima l’apertura dell’Unità di dermatologia oncologica, che avrà valenza regionale, e stiamo lavorando sul progetto della Officina trasfusionale regionale del sangue».
Quale futuro bisogna attendersi per il Bernabeo?
«Sarà un’attività ospedaliera programmata, di alto livello qualitativo, all’altezza di rispondere agli standard nazionali in termini di volumi di attività e di esiti delle cure per i cittadini e soprattutto un punto di riferimento di un bacino di utenza di livello regionale. Ho lavorato sempre e solo per evitare la chiusura».
©RIPRODUZIONE RISERVATA