«Pronto soccorso aperto anche di notte a Guardiagrele»

GUARDIAGRELE. Quale futuro per l'ospedale S.S. Immacolata? Il Comitato civico " La Voce" torna a parlarne, ricordando innanzitutto che con il decreto numero 70 del Ministero della Salute, gli...
GUARDIAGRELE. Quale futuro per l'ospedale S.S. Immacolata? Il Comitato civico " La Voce" torna a parlarne, ricordando innanzitutto che con il decreto numero 70 del Ministero della Salute, gli attuali 21 ospedali esistenti in Abruzzo, saranno riorganizzati in 5 fasce, così come previsto dal piano sanitario che la Regione si appresta a presentare al Ministero. «La nostra struttura, inserita nella quinta fascia degli ospedali chiusi o da chiudere, insieme a Pescina, Tagliacozzo, Casoli, Gissi e Atessa - spiega il coordinatore del sodalizio guardiese Nello Iacovella - si avvia alla riconversione. L'ospedale, dopo il piano sanitario 2012-2015 che ne decretava la chiusura, è continuato a rimanere aperto perché bisognava attendere la sentenza del Consiglio di Stato sulla sistemazione al reparto di psichiatria. Ora che il Consiglio di Stato si è pronunciato e la psichiatria è stata trasferita - continua Iacovella - la struttura si avvia alla riconversione in P.t.a. o casa della salute.
Infatti, nel nuovo piano sanitario, l'ospedale di Guardiagrele non esiste, come ha anche dichiarato il manager Asl, Pasquale Flacco, nel consiglio comunale dello scorso 23 dicembre». Iacovella evidenzia che continuare ad insistere nella difesa dell'ospedale come presidio medico geriatrico oppure dichiararlo presidio in zona disagiata, senza che ne possegga i requisiti, significa solo perdere tempo.
«Ora - osserva - bisogna invece chiedere alla Regione un piano di riconversione dell’ospedale con il potenziamento del distretto sanitario di base, l'attivazione di una Rsa, un punto di primo soccorso h 24, il potenziamento della rete di emergenze urgenze del 118 e l'inserimento del laboratorio di diabetologia come servizio sul territorio.
Inoltre, andrebbe ripristinato l'ambulatorio chirugico per piccoli interventi e potenziato, con personale e attrezzature, il laboratorio analisi. Si tratta insomma - conclude Iacovella - di riempire con contenuti concreti e, in tempi celeri, i discorsi finora fatti sulla necessità di spostare l'assistenza dall'ospedale al territorio».
Giovanni Iannamico

