Pronto soccorso, appelli contro la chiusura

Guardiagrele. Una utente: grande professionalità di chi ci lavora in un territorio con 40mila abitanti
GUARDIAGRELE. Mentre si prepara al sit-in di protesta, in difesa del Punto di primo intervento dell’ospedale Santissima Immacolata, per la organizzazione dell'associazione Salute è Diritto sabato 18, c'è chi, come la signora Floria D. P., scende in campo intenzionata a evidenziare con la propria testimonianza, la validità della presenza della struttura nell’ospedale guardiese e la dedizione e la grande professionalità dei suoi addetti. «Sabato scorso», racconta la donna, «il mio nipotino Federico di appena sei anni, dopo una accidentale caduta per la strada, si è ritrovato con una ferita al mento dalla quale continuava a uscire sangue. Per procedere più velocemente alla medicazione, siamo stati consigliati di andare all'ospedale di Chieti. Qui, però, al pronto soccorso, completamente intasato, seppur dopo circa quattro ore di attesa, non siamo riusciti ad entrare, perché venivamo continuamente preceduti dai tanti codici rossi in continuo arrivo. Così, ormai esausti, abbiamo pensato di dirigerci al Punto di primo intervento dell'ospedale di Guardiagrele. Nella struttura», sottolinea la signora, «abbiamo trovato subito umanità e disponibilità dalla dottoressa Maria Rosaria Di Bernardo e dagli infernieri che, con estrema cura, dedizione e gentilezza, hanno immediatamente medicato la ferita al bambino con quattro punti di sutura».
La donna evidenzia quindi di aver voluto condividere e rendere pubblica questa esperienza per evidenziare la grande importanza che riveste la presenza del Punto di primo intervento nell’ospedale guardiese che serve un territorio di circa 40mila abitanti. «Il lavoro espresso da questo servizio che ringraziamo», conclude la donna, «è essenziale e ci dimostra che nella sanità, al di là degli scandali e del malcostume, c’è ancora chi pensa a garantire con serietà un ottimo servizio ai cittadini».
Giovanni Iannamico
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