Pronto soccorso, irruzione e urla Due fratelli nei guai per minacce

17 Maggio 2023

Hanno portato la madre colta da malore pensando poi che non avesse ricevuto le cure del caso Da qui violenze sul personale, interruzione dell’attività medica per 20 minuti e danni a una porta

LANCIANO. Fanno irruzione nel pronto soccorso inveendo e minacciando il personale medico e paramedico che, a loro dire, non si stava occupando adeguatamente della loro madre. Due fratelli di Lanciano, R.D.N., 56 anni, e P.D.N., 53, sono stati denunciati alla procura per i reati di interruzione di pubblico servizio, violenza e minaccia a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato.
L'episodio risale alla mattina dello scorso 5 marzo. In questi due mesi le indagini della sezione anticrimine della polizia, diretta dal commissario Antonio Ucci, hanno permesso, attraverso le testimonianze dei presenti, di ricostruire i fatti di quella domenica mattina. Intorno alle 9.30 al pronto soccorso dell'ospedale Renzetti arriva, accompagnata dai figli, un'anziana con sospetto ictus a seguito di un malore. La sala d'attesa è, come al solito, piena ma durante il triage (la valutazione dei pazienti al momento del loro arrivo in pronto soccorso) alla paziente viene assegnato il codice rosso, che indica la massima urgenza e quindi la priorità sugli altri casi. Mentre i figli della donna aspettano in sala d'attesa, la paziente viene presa in carico dal personale del pronto soccorso, che la stabilizza e sottopone ad accertamenti; viene anche visitata dal medico di Neurologia. Il tutto in una tempistica del tutto normale.
La donna, insomma, è in procinto di essere trasferita in reparto, quando si scatena la furia dei figli. I due uomini iniziano a lamentarsi in sala d'attesa e a premere per entrare all'interno. Alla fine, approfittando dell'apertura della porta automatica attraverso cui si accede ai locali ambulatoriali (che si apre solo dall'interno), ci riescono, arrecando un danno alla stessa porta. In base a quanto ricostruito dalla polizia, una volta dentro iniziano ad urlare nei corridoi, a riprendere con il cellulare gli operatori del pronto soccorso, ad entrare negli ambulatori dove sono in corso le visite agli altri pazienti. Sono minuti di panico, tanto che l'attività medica del pronto soccorso resta bloccata per circa venti minuti. I due arrivano poi faccia a faccia con l'unico medico di turno, una donna, contro la quale iniziano ad inveire, minacciando “conseguenze” nel caso alla loro madre fosse capitato qualcosa.
In aiuto della dottoressa arriva altro personale medico ed anche un operatore del 118, che riesce ad allontanare i due uomini e a ricondurli in sala d'attesa fino all'arrivo della polizia, nel frattempo allertata. I due vengono identificati sul posto e, a distanza di due mesi, al termine dell’attività investigativa, per loro è scattata la denuncia. Con la riforma Cartabia si procede d'ufficio nei casi di aggressione al personale sanitario, che sono sempre più frequenti: secondo i dati Inail, sono complessivamente 1.600 all'anno.
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