Pronto soccorso preso d’assalto: lunghe file, proteste dei cittadini

Gli spazi sono inadeguati: c’è un progetto della Asl da un milione di euro per ampliare la struttura Aumentano i pazienti anche nei reparti di Medicina: «Ma per ora non ci sono barelle nei corridoi»
CHIETI. Sui cartelli appesi con lo scotch alle pareti si legge «max 6 persone», ma è difficile che il Pronto soccorso del Santissima Annunziata riesca a contenerne solo 6, visto l’affollamento degli ultimi giorni. Caldo e afa hanno fatto salire gli accessi e l’ospedale, che aveva avuto un breve periodo di tregua al termine dell’emergenza Covid, si è nuovamente riempito. Lo conferma il direttore della Clinica medica, Francesco Cipollone, che però assicura che non c’è l’emergenza degli anni scorsi, grazie al fatto che l’area medica ha visto il ritorno del terzo reparto di Medicina, traslocato a Ortona in epoca pre-Covid e tornato al Santissima Annunziata per far fronte all’emergenza pandemica. I tre reparti di Medicina, con un centinaio di posti letto, sono sufficienti, quanto meno, a evitare il fenomeno delle barelle in corridoio, più volte denunciato negli anni scorsi al policlinico.
ORE DI ATTESA Il personale del Pronto soccorso è quello che in prima linea si trova ad affrontare l’emergenza. Con piglio professionale, gentile ma anche all’occorrenza autoritario, cerca di gestire la mole di pazienti che negli ultimi giorni è decisamente aumentata. Si tratta soprattutto di anziani, che fanno fatica a sopportare le alte temperature. «Per una storta alla caviglia mi sono fatta sei ore di attesa. E in queste ore ho visto di tutto», dice una signora in coda al Pronto soccorso, «bambini che piangevano per ore, anziani lasciati da soli. Senza contare che poi mi hanno portato dall’ortopedico per la visita, ho aspettato ancora per poi scoprire che l’ortopedico non c’era. Insomma, mi sembra che ci sia abbastanza disorganizzazione». «Il problema è anche attendere che ti diano le carte per poter tornare a casa», aggiunge una signora in attesa dei documenti del marito, «noi abbiamo fatto anche presto, ma adesso è da due ore che aspettiamo le carte», segno della grande difficoltà in cui si trova l’intera struttura. «Ci hanno detto che non dovevamo affollarci dentro», dice un’altra paziente in attesa, «ma qui fuori, con questo caldo, c’è poca ombra e soprattutto poche e scomode panchine dove poter attendere il proprio turno».
LAVORI IN CORSO Nei periodi di maggiore emergenza si vede chiaramente come gli spazi del Pronto soccorso teatino non siano più adeguati. Lo sa anche la Asl che ha varato un progetto per ampliarlo e insieme potenziare il collegamento della struttura con i piani superiori dove si trovano i reparti di Terapia intensiva e subintensiva. Il nuovo progetto da un milione di euro è stato da poco varato dalla direzione Asl. I livelli interessati dal nuovo intervento sono il quarto, il quinto, il sesto e il settimo. Il progetto prevede anche la realizzazione di una camera calda, vale a dire un'area riservata esclusivamente ai mezzi di soccorso in arrivo all'ospedale, per gestire in sicurezza l’accesso in urgenza-emergenza, e una sala d’attesa più ampia con servizi igienici più adeguati e accessibili anche ai portatori di handicap. La nuova camera calda consentirà l’accesso simultaneo di due mezzi di soccorso con adeguati spazi per la manovra delle barelle. Nel frattempo va avanti il cantiere che sta ristrutturando il reparto attiguo di Malattie infettive, che nel corso dell’emergenza pandemica ha mostrato tutta la propria centralità.
ATTENZIONE AL CALDO «Le alte temperature possono compromettere le condizioni soprattutto delle persone anziane con diverse patologie», ricorda Cipollone, «l’età media dei ricoverati si è indubbiamente alzata in questi giorni. Agli anziani dobbiamo ricordare di non uscire di casa nelle ore più calde e di idratarsi molto, perché spesso negli anziani e soprattutto nei grandi anziani si assiste a un’alterazione della sensazione della sede e dunque non ci si reidrata a dovere».
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