Proposte di iniziativa popolare «Cambiamo lo statuto comunale»

Due associazioni scrivono una lettera al Comune chiedendo l’apertura alle richieste dei cittadini Il presidente Gallucci presenta l’istanza, il sindaco Ferrara lo riceve e prospetta la nuova possibilità
CHIETI. Question time e mozioni di iniziativa popolare al Comune di Chieti. A richiederli è il presidente delle due associazioni La gente d'Abruzzo e Theate Magnum Federico Gallucci, che ha scritto una lettera al Comune per chiedere di modificare lo statuto comunale e introdurre i due strumenti di democrazia partecipata. Attraverso il question time, infatti, i cittadini possono proporre domande e interrogazioni in consiglio comunale e con il secondo strumento posso presentare mozioni. «Le elezioni comunali rappresentano, non v’è dubbio, una delle più vive e dirette manifestazioni di democrazia», dice Gallucci, «che vede impegnato il cittadino-elettore nella scelta degli amministratori cui affidare il mandato, in bianco, di gestire la polis nel suo precipuo interesse e conto; tuttavia, mai come in questo delicato momento storico appare opportuno rilanciare ogni formulazione di democrazia partecipativa, intesa come strumento idoneo a coniugare l’organizzazione del bene pubblico con l’esigenza, sempre più sentita e invocata dai cittadini, di instaurare il rapporto di politica pubblica andando oltre quella delega alla gestione conferita ai rappresentanti eletti, utilizzando nuovi strumenti di collaborazione maggiormente interattivi, finalizzati alla costruzione di un dialogo, sempre più efficace al perseguimento dell’interesse collettivo, tra amministratori e società civile». Gallucci riferisce che altri Comuni hanno già scelto di adottare questo tipo di strumento allo scopo di consentire una più diretta partecipazione del cittadino allo svolgimento della vita amministrativa della città. Gallucci ha inviato la lettera con le sue proposte al sindaco Diego Ferrara, al presidente del consiglio comunale Luigi Febo e ai consiglieri comunali. Ieri mattina, in occasione della presentazione alla stampa dell'iniziativa, ha avuto anche modo di incontrare il sindaco Ferrara che lo ha invitato in municipio per parlare dell'iniziativa. Il sindaco, preso atto delle richieste dell'avvocato teatino, si è mostrato interessato alla questione e anche disposto ad approfondire la problematica. Per consentire l'applicazione del question time e mozioni di iniziativa popolare occorre modificare lo statuto comunale: «Nello statuto», sottolinea Gallucci citando fonti normative relative agli enti locali, «devono essere previste forme di consultazione della popolazione nonché procedure per l'ammissione delle istanze».

