Prostituzione cinese Chiuso il centro benessere

24 Giugno 2017

La Procura sequestra il locale, indagati la titolare e il proprietario dell’immobile

LANCIANO. Sesso nel centro massaggi cinese Xiao Xiao a Villa Martelli. I carabinieri del Nor e della Procura hanno sequestrato la struttura e indagato la titolare, H.M., 33 anni, cinese, per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione e il proprietario dell’immobile E.M., 70 anni, di Lanciano per favoreggiamento della prostituzione. Un via vai continuo di clienti, ad ogni ora del giorno e della notte nel centro benessere a Villa Martelli. Un locale dalle vetrine rosa e interni con fiori di loto e candele che andava a gonfie vele anche se, all’interno, da oltre un anno pare non si svolgessero semplici massaggi olistici e rilassanti, ma manipolazioni a luci rosse e prestazioni sessuali. Da tempo in città correvano voci e sospetti su cosa accadesse realmente nel locale ma le indagini, condotte dalla sezione di polizia giudiziaria dei carabinieri della Procura (diretta da Armando Pizzolla) e dal Nor di Lanciano, e coordinate dal pm Rosaria Vecchi, sono partite a settembre 2016 dopo alcuni esposti di cittadini. Residenti e commercianti hanno presentato denunce di scene osé davanti al locale, un via vai continuo anche nelle ore di chiusura. Giorni e giorni di appostamenti, osservazioni e di dichiarazioni testimoniali da parte di diversi clienti fermati all’uscita dal centro benessere, uniti alla verifica delle modalità di pubblicità del centro massaggi, i cui contatti telefonici erano on line su siti rivolti ad un pubblico adulto, hanno disegnato un quadro ben diverso. Come precisato dalla Procura «all’interno del centro massaggi veniva praticata una vera e propria attività di prostituzione. Le donne che vi lavoravano, di nazionalità cinese, si spacciavano per praticanti “massaggi olistici”, ma in realtà risultano aver fornito delle vere e proprie prestazioni sessuali in quanto finalizzate a provocare orgasmo ai clienti, operando agli stessi una vera e propria masturbazione». Diverse le massaggiatrici cinesi coinvolte (pare che cambiassero sempre), anche se al momento del sequestro ce ne era una sola nel locale. Molti i clienti, circa una ventina al giorno, lancianesi e di tutto il comprensorio, che avrebbero pagato tra 30 e 40 euro a prestazione. Ma le indagini continuano perché si cerca di capire se dietro tale attività illegale operava un vero e proprio sodalizio criminoso dedito allo sfruttamento della prostituzione. Di ben altro avviso è Andrea D’Alessandro, il legale che rappresenta i due denunciati. «Dimostreremo la totale estraneità dai fatti del proprietario del locale che lo ha solo affittato», precisa l’avvocato, «e che in generale non ci sono prove certe per parlare di prostituzione. Non ci sono video, visto che non sono state montate telecamere all’interno. Le accuse si basano su deposizioni e osservazioni che non mi paiono aver fornito prove o elementi schiaccianti che possano far parlare di massaggi a luci rosse e prostituzione. Infatti non ci sono stati neanche arresti, ma solo denunce. Attendiamo la chiusura delle indagini per capire meglio le accuse».
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