Protesta contro Di Primio In 100 scendono in piazza

24 Dicembre 2017

Centrosinistra, M5S, Casapound e un gruppo di commercianti chiedono le dimissioni «Città in abbandono, il sindaco se ne vada». Il centrodestra: «Un grande flop»

CHIETI . Non è stata un’adunata oceanica: in 100, ieri mattina, hanno manifestato in piazza Valignani per chiedere le dimissioni del sindaco Umberto Di Primio. «Ringrazio chi ci ha messo la faccia», dice il consigliere comunale Enrico Raimondi (L’Altra Chieti) che per primo ha lanciato l’idea del corteo, «per una città come Chieti che non è abituata a manifestare, il risultato è positivo: mi sarei aspettato tante persone in meno. Adesso, il sindaco sa che c’è una parte di città che non si rassegna all’incuria. Questa amministrazione», continua Raimondi, «è incapace di governare, non capisce quali sono i problemi reali di Chieti e non sa immaginare la città da qui ai prossimi vent’anni. Se il sindaco ambisce ad andare in Regione, che se ne andasse via subito: noi abbiamo il dovere di regalare a questa città una prospettiva politica concreta e capace di mettere insieme le persone che amano Chieti».
Con i cartelli con scritto «dimettiti», esponenti dei partiti di centrosinistra, M5S e Casapound, commercianti e cittadini hanno protestato contro l’amministrazione. Un «grande flop» per il centrodestra: «Sono solo 43 miserabili», questo il messaggio circolato sui telefonini della maggioranza.
In piazza sono scesi i consiglieri Pd Alessio Di Iorio e Chiara Zappalorto, i due del M5S, Ottavio Argenio e Manuela D’Arcangelo, Luigi Febo, l’ex sindaco Pd Francesco Ricci, l’esponente di Art.1 Mdp Giustino Zulli, il portavoce di Casapound Vincenzo Artese. Contro sindaco e assessori si è schierata Concetta De Sanctis, commerciante di via Pollione: «È ignorata la vocazione culturale di Chieti».
«È stata una manifestazione apolitica», dice Di Iorio per liquidare ogni polemica: per il consigliere Pd, il centinaio di manifestanti è «un punto di partenza per costruire l’alternativa». Per Zappalorto, «lo stato economico dell’ente e la trascuratezza della città» sono i motivi per cui Di Primio dovrebbe dimettersi anche se ha annunciato che Chieti cambierà faccia entro il 2020: «Chi governa da vent’anni non può più parlare in prospettiva», dice. Ma il Pd sarebbe pronto per governare? «Siamo nati pronti», risponde Di Iorio. Dei rappresentanti regionali, Daniele Licheri, segretario abruzzese di Sinistra Italiana, è stato l’unico a partecipare: «Di Primio è un incapace ma non è un problema di oggi: c’è continuità nel dilettantismo», afferma, «le scuole sono nel degrado, le strade abbandonate, e poi c’è la storia di Megalò. Su questi fronti il sindaco è debole: no alle passerelle per portare regali di Natale in ospedale; il Natale degli ultimi è tutti i giorni ma, a loro, questa amministrazione non ci pensa mai».