Protesta dei braccialetti, niente udienze

30 Novembre 2015

I penalisti di Chieti scioperano contro le riforme e l’uso limitato del controllo a distanza dei detenuti

CHIETI. Astensione dalle udienze penali e protesta contro l’uso limitato del braccialetto elettronico. La Camera Penale di Chieti aderisce allo sciopero nazionale dei penalisti indetto, da oggi a venerdì, per protestare contro le riforme portate avanti dal Governo. «Occorre contrastare», spiega il presidente, l’avvocato Goffredo Tatozzi, «la possibile estensione dello strumento del “processo a distanza” indistintamente a tutti i processi con detenuti e senza specifica motivazione, tramite la riforma dell’articolo 146 bis (disposizioni di attuazione del Codice di procedura penale, ndr) attualmente all’esame del Parlamento. Problematica emersa da ultimo con il processo “Mafia Capitale”».

I penalisti chiedono, inoltre, di «intervenire al fine di evitare la spettacolarizzazione dei processi e l’alimentazione dei circuiti mediatici che finiscono per consegnare all’opinione pubblica giudizi preconfezionati, attraverso l’esibizione e la gogna degli arrestati e la diffusione dei materiali di indagine, prima ed al di fuori di qualsivoglia controllo processuale, segnalare al Governo la necessità di procedere a una riforma organica del processo penale accelerando la razionalizzazione e la modulazione delle sanzioni e realizzando una vera, seria e estesa depenalizzazione, che consenta di riservare al dibattimento la dignità che gli spetta all'interno del “giusto processo”; contrastare disegni di riforma volti, anche attraverso la limitazione delle impugnazioni, alla sostanziale vanificazione dell’istituto della prescrizione e la conseguente caduta dell’unico strumento capace di limitare l’irragionevole durata dei processi; predisporre una seria e radicale riforma del Csm, e scrivere nuove regole che limitino in maniera rigorosa il passaggio dalla magistratura alla politica e dalla magistratura all’amministrazione; provvedere alla razionalizzazione e alla dislocazione di risorse per rimediare con urgenza alle situazioni di collasso degli uffici giudiziari, nei quali la mancanza dei minimi supporti organizzativi e materiali finisce con il costituire un gravissimo danno nei confronti di tutti i cittadini».

Aderendo all’iniziativa promossa dall’Unione nazionale, la Camera Penale organizza inoltre un piccolo presidio per denunciare «la parziale applicazione dei braccialetti elettronici, in violazione dei diritti dei detenuti e in palese contrasto con l’esigenza di superare e prevenire il sovraffollamento carcerario. Il ricorso all’istituto del braccialetto elettronico», concludono i penalisti teatini, «è assai limitato in sede cautelare e mai applicato in sede esecutiva, tanto che spesso il detenuto è costretto a rimanere in carcere per l’assenza di braccialetti elettronici». In questa occasione vengono distribuiti braccialetti con la scritta “+ BRACCIALETTI - CARCERE” anche ai non addetti ai lavori per sensibilizzare l’opinione pubblica alla problematica. (s.so.)

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