Protesta dell’ipermarket «Non pagheremo le tasse»

In arrivo 70 profughi, il centro commerciale Insieme lancia la singolare iniziativa «Non è pregiudizio, ma un messaggio alle istituzioni: niente diritti, niente doveri»
SAN SALVO. «Niente diritti, niente doveri». È lo slogan che racconta i motivi dello sciopero fiscale annunciato dal presidente del consiglio d’amministrazione del centro commerciale “Insieme” di Piana Sant’Angelo, Lorenzo Moschetta. «Non pagheremo le tasse comunali e regionali», annuncia, «la nostra decisione è un messaggio per le istituzioni che fino ad oggi, nonostante i solleciti, hanno ignorato i nostri disagi e le richieste di confronto e coinvolgimento in merito all’apertura di un centro d’accoglienza a Piana Sant’Angelo». L’arrivo imminente di 70 immigrati continua a dividere il territorio. C’è chi ritiene doveroso dare una mano ai migranti e chi, invece, teme pesanti ricadute e l’invasione del territorio. «Francamente non comprendo i motivi di tanta preoccupazione», commenta Vincenzo Scardapane, addetto alla comunicazione del Consorzio Matrix. I motivi sono raccontati da Moschetta. «Il disagio dei clienti è stato più volte raccontato da me al Comune e alle forze dell’ordine», spiega, «la nostra non è una guerra agli immigrati, ma una richiesta di tutela contro ogni forma di abusivismo. Questo centro commerciale, in cui operano 40 attività, dà lavoro ad oltre 300 persone. Da qualche tempo la clientela è turbata dalla presenza di persone di colore che fanno accattonaggio, abusivi che vengono dalle regioni vicine e vendono di tutto, nomadi che si accampano, lavano i panni e cucinano davanti al centro. Ora arrivano altri 70 immigrati che si aggiungono a quelli provenienti dal Molise. Che faranno dalla mattina alla sera? Non sapendo dove andare entreranno al centro commerciale. Riceviamo ogni giorno centinaia di messaggi di protesta dai clienti. Per questo abbiamo inviato a dicembre un telegramma al prefetto Antonio Corona, ma nessuno si è degnato di rispondere. Neppure l’amministrazione e le forze dell’ordine ci prendono in considerazione. Gli operatori del centro commerciale sono venuti a conoscenza della volontà di accogliere migranti nella struttura a cose fatte e lunedì il prefetto, alle rimostranze del sindaco, ha risposto: “O qui o qui”. A questo punto, visto che non abbiamo alcun diritto, non abbiamo neppure doveri», ripete Lorenzo Moschetta. I 70 migranti sono stati destinati all’ex hotel Miraverde, acquistato all’asta da un privato e ceduto alla cooperativa Matrix che si occupa dell’accoglienza sul territorio. La protesta fiscale degli operatori del centro commerciale Insieme lascia interdetto Scardapane. «La cooperativa Matrix è la prima a condannare l’accattonaggio. Una delle prime regole che insegniamo ai ragazzi che accogliamo è di cercare un’occupazione e non andare a chiedere soldi all’uscita dei supermercati. Chi lo fa non fa parte dei giovani che accogliamo», dice Scardapane, «faremo una campagna anti-accattonaggio. Per il resto penso che i 70 migranti non toglieranno nulla, ma semmai movimenteranno il commercio facendo la spesa e gli acquisti nel centro commerciale. I migranti non c’entrano nulla con la crisi economica. Il presidente Moschetta dovrebbe essere contento perché grazie ai nuovi arrivi ci saranno nuove opportunità e nessun danno», assicura Scardapane. Ma i negozianti della zona non la pensano così. «Se in tanti anni non si è riusciti a risolvere il problema degli abusivi e dei “vu cumprà”, come pensano le autorità di poter gestire questa emergenza?», chiedono gli operatori della riviera. Molti di loro stanno pensando di imitare i colleghi del centro commerciale “Insieme”. Niente diritti, niente tasse.
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