Protesta di 200 liceali del classico Ma è allarme per il rischio contagi

21 Dicembre 2021

Gli studenti in autogestione: «Troppi problemi nel sistema scolastico». I genitori sono preoccupati La preside: «Così è difficile fare i controlli anti Covid, salute a rischio». Paolini fa intervenire la polizia

LANCIANO . Preoccupa l’autogestione degli studenti del liceo classico in piena recrudescenza di casi Covid a Lanciano. Sabato i ragazzi hanno deciso, a maggioranza, di attuare questa forma di socialità e di protesta contro ciò che non va nel sistema scolastico. Un diritto all’autodeterminazione che si scontra però con l’impennata di positivi, che a Lanciano tocca quota 182 casi. Per questo ieri molti genitori, preoccupati che i contatti tra studenti di classi diverse possa favorire il rischio contagi, non hanno mandato i figli a scuola. Stesse preoccupazioni da parte della dirigenza scolastica e degli insegnanti. Segnalazioni su quanto accade nella scuola di via Bologna sono arrivate anche al sindaco Filippo Paolini, che ha chiesto l’intervento del commissariato di pubblica sicurezza.
Ieri, intanto, i ragazzi hanno approfittato della giornata di sole e delle temperature non troppo rigide per fare attività all’aperto. «Gli ultimi due anni di pandemia», scrivono gli studenti nella richiesta inviata alla dirigenza, «ci hanno fatto comprendere quanto sia importante frequentare i luoghi della scuola. Reclusi nelle nostre case, con la didattica a distanza, ci siamo sentiti distanti gli uni dagli altri e abbiamo sentito un forte bisogno di tornare ai nostri momenti di unione e partecipazione. Sulla scia di quest’esigenza e del ritorno in presenza, siamo tornati però a vivere i problemi che erano già radicati da troppo tempo nella scuola». La preside Patrizia D’Ambrosio ha negato l’autorizzazione evidenziando come «sarebbe impossibile seguire e tracciare efficacemente gli spostamenti e i contatti tra studenti, con grave rischio per la salute di ciascuno». Anche ieri la dirigente scolastica ha provato a convincere gli studenti ad optare per forme gestite e condivise di riflessione e discussione. «Teniamo un canale di dialogo aperto con i ragazzi», spiega la vice preside Grazia Contini, «capiamo il loro bisogno di recuperare socialità e di autodeterminarsi, però viviamo una situazione critica dal punto di vista sanitario. Cerchiamo di sollecitare una riflessione sull’opportunità dell’autogestione in questo momento».
Ieri 200 ragazzi hanno fatto autogestione e altrettanti hanno seguito le normali lezioni, circa 90 gli assenti. Sollecitato dai genitori, il sindaco ha chiesto l’intervento della polizia. «Il commissario Lucia D’Agostino ha parlato con i rappresentanti degli studenti», riferisce Paolini, «e ha spiegato le responsabilità in cui potrebbero incorrere se dovessero risultare contagi in seguito all’autogestione. Io mi appello alla maturità dei ragazzi, rispettino anzitutto le regole anti-Covid e pensino alle loro famiglie». «Siamo consapevoli del periodo che viviamo», spiega uno dei rappresentanti degli studenti, Tommaso Martelli, «per questo ci siamo organizzati per tenere sotto controllo i rischi: abbiamo predisposto gruppi da 25 persone che frequentano sempre gli stessi corsi, così da limitare il tracciamento a quelle sole persone nel caso uscisse un positivo. Poi abbiamo 30 studenti del servizio d’ordine che igienizzano gli spazi e fanno rispettare le norme anti-Covid. Continueremo con l’autogestione fino a quando avremo adesioni. Abbiamo necessità di recuperare unità e socialità che la pandemia ci ha negato».
©RIPRODUZIONE RISERVATA