Protesta in carcere: «Un’ora in più ma in autoconsegna»

3 Marzo 2021

LANCIANO. Agenti penitenziari in autoconsegna per una settimana. È scattata lunedì la nuova forma di protesta dei lavoratori del supercarcere di Villa Stanazzo, che da tre settimane sono in stato di...

LANCIANO. Agenti penitenziari in autoconsegna per una settimana. È scattata lunedì la nuova forma di protesta dei lavoratori del supercarcere di Villa Stanazzo, che da tre settimane sono in stato di agitazione a causa dell’insostenibile carenza di personale. Con l’organico sottodimensionato e allo stremo, le rappresentanze sindacali delle sigle Sappe, Osapp, Uilpa Pp, Uspp, Cisl e Cgil hanno chiesto al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria la chiusura di tre sezioni detentive o, in alternativa, l’invio di non meno di 20 agenti in servizio permanente nella struttura, unico modo possibile per continuare a garantire il servizio nel carcere e nel contempo i diritti dei lavoratori.
Vista la mancanza di risposte, dopo lo sciopero della mensa, da lunedì i sindacati hanno indetto anche una settimana di autoconsegna in istituto, che consiste nella permanenza sul posto di lavoro da parte dei poliziotti per un’ora ogni fine turno. «I lavoratori si erano detti pronti a rinchiudersi a oltranza in carcere, volontariamente, per protesta», spiega il segretario regionale della Uilpa polizia penitenziaria, Ruggero Di Giovanni, «protesta volutamente ridimensionata a causa dell’emergenza Covid e dalla zona rossa vigente a Lanciano. Purtroppo nel carcere di Villa Stanazzo il personale paga il prezzo di anni di "negazionismo": la vecchia direzione ha sempre osteggiato le organizzazioni sindacali arrivando a negare l’evidenza dei fatti. Invero proprio grazie alla vecchia gestione oggi abbiamo un numero di posti di servizio così distante dalle reali possibilità gestionali, da creare un disavanzo di ferie superiore ai 18.000 giorni, su un totale di 134 agenti in servizio».
La protesta andrà avanti «fino a che non verrà individuata una soluzione condivisa, che armonizzi le esigenze dell’amministrazione nel rispetto dei diritti dei lavoratori». (s.so.)
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