Protesta in Comune per l’acqua

23 Giugno 2020

I cittadini pronti a portare piatti sporchi in corso Marrucino: «Ora basta crisi»

CHIETI. In piazza, davanti al Comune, con piatti sporchi e panni da lavare. È la protesta di Chieti Scalo per la mancanza cronica di acqua, che andrà in scena giovedì, sempre con mascherine, distanze e un numero limitato di persone per non creare assembramento. E poco importa che proprio ieri sono partiti dei lavori in una delle zone più in sofferenza, i residenti sono stanchi ed esasperati, temono l’arrivo del caldo e chiedono al Comune di intervenire. «Abbiamo inviato una lettera ad Aca e Comune», dice Elda Capriotti, residente di via Pansa, troppe volte rimasta senz’acqua, persino durante l’emergenza Covid. «Le numerose le segnalazioni fatte», si legge nella lettera, «nonché una diffida legale a cui l’Aca ha risposto in modo molto evasivo e il Comune ha invece evitato, infine il servizio di Striscia la notizia, non sono state sufficienti a far capire quanto forte sia il nostro disagio». La lettera pone tre domande: «Il nuovo serbatoio, il cui progetto era pronto a giugno del 2017 e la cui messa in opera sarebbe dovuta partire a novembre 2017 (promessa pubblica del sindaco), che fine ha fatto? I lavori che il nuovo vertice Aca ha annunciato all’inizio di giugno di quanto sarebbero slittati visto che a oggi non vi sono notizie in merito? Come intende l’Aca sopperire a questo disagio? E cosa farà il Comune per i cittadini carenti di fornitura idrica?». L’Aca, con il responsabile dell’ufficio teatino Emidio Di Nardo, annuncia una serie di lavori. Il primo è partito proprio ieri in strada Fosso Paradiso, una delle zone in cui l’acqua manca per l’intera giornata, come ha testimoniato con i suoi video postati su Facebook la residente Assunta Ronca. «I lavori», dice Di Nardo, «serviranno a realizzare un collettore che dovrebbe risolvere il problema». Ma il progetto più importante riguarda il collegamento di un serbatoio realizzato nel 2007 a Madonna della Vittoria e mai messo in funzione. La sua attivazione dovrebbe, se non risolvere, almeno alleviare i problemi dello Scalo. «Ho avviato un progetto già in appalto», dice Di Nardo, «per collegare questo serbatoio con la rete idrica scalina e metterlo finalmente in funzione». (a.i.)