Protesta per il nuovo reparto detentivo

2 Ottobre 2019

LANCIANO. Lavoratori in agitazione nel super carcere di Villa Stanazzo per l’apertura, fra meno di un mese, di un nuovo reparto detentivo. Ad annunciare la protesta è il sindacato autonomo di...

LANCIANO. Lavoratori in agitazione nel super carcere di Villa Stanazzo per l’apertura, fra meno di un mese, di un nuovo reparto detentivo. Ad annunciare la protesta è il sindacato autonomo di polizia penitenziaria Sappe. «Eravamo fiduciosi che il nuovo provveditore, Carmelo Cantone, avrebbe messo fine alle sperequazioni nel proprio territorio di competenza», afferma il Sappe con il referente Piero Di Campli, «la delusione, invece, è arrivata come un lampo a ciel sereno. Senza un’accurata analisi e senza approfondire i motivi che hanno spinto anche i precedenti dirigenti a rinunciare ad un progetto già pronto da anni, incurante di condividere decisioni con chi dovrebbe sopportarne il peso e in un istituto che ha una carenza di organico impressionante, si ordina l’apertura di un reparto detentivo con un preavviso di meno di un mese. A parte il fatto che il reparto strutturalmente non è pronto per un’apertura così repentina», sottolinea il sindacato, «anzi servono ristrutturazioni, ma soprattutto per poter funzionare a regime occorrono almeno 15 unità di polizia penitenziaria. In due anni nel carcere di Lanciano sono entrati in funzione altri due reparti a costo zero, il multivideoconferenze con sei aule e il reparto “Ottaviani” che ospita 37 detenuti, problematici e non a trattamento avanzato come si paventò all’apertura, con un aggravio di lavoro per 10 agenti per il primo e 8 per l’altro».
A Villa Stanazzo sono in servizio 132 agenti contro i 157 previsti, e i detenuti sono oltre 300. «La carenza di personale sofferta dal nostro istituto», continua il sindacato, «si riversa sulle richieste di ferie che vengono ridotte e sulle prestazioni di lavoro straordinario imposto al personale; l’accorpamento di posti di servizio passa come consuetudine così come lavorare ben al di sotto dei livelli minimi di sicurezza (l’ultima aggressione risale alla settimana scorsa), per un istituto che ospita detenuti ad alto indice di pericolosità ed è suddiviso in almeno tre circuiti detentivi con criticità operative. Ma, come sembra, il fondo non è stato toccato. La situazione nel carcere di Lanciano è esplosiva», conclude il Sappe, «auspichiamo urgenti interventi per incrementare il personale e diminuire i detenuti». (s.so.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .