Proteste a Radioterapia: cure a singhiozzo

21 Gennaio 2020

Uno degli acceleratori lineari va spesso in tilt: trattamenti erogati a giorni alterni ai malati oncologici

CHIETI. Da tre settimane uno dei due acceleratori lineari nella Radioterapia dell’ospedale di Chieti funziona a singhiozzo e i trattamenti per i pazienti oncologici sono erogati a giorni alterni. Ulteriore stress per persone già sottoposte a pressione psicologica, nonostante il personale dell’unità operativa diretta da Domenico Genovesi stia cercando di limitare i danni.
«La dose terapeutica prescritta a ciascun paziente non va persa», spiegano in reparto. «Si ricalcolano le quantità da somministrare nelle sedute rimanenti, per cui non si perde nulla nell’efficacia della cura. L’acceleratore lineare va sostituito, ma le terapie sono effettuate sempre in sicurezza, con tutti i controlli di qualità necessari». Le persone con situazioni più complesse vengono dirottate sull’altra macchina, ma questo provoca ritardi per gli altri pazienti in attesa. Nessun problema clinico, ma il disagio è notevole, tant’è che qualcuno si è recato in direzione medica a protestare. Ieri la macchina è ripartita e le terapie sono riprese. Ma senza garanzie sul futuro.
Tra l’altro, con la Radioterapia della vicina Pescara finora non si è riusciti a organizzare sinergie. Eppure la Regione ha già destinato un finanziamento di oltre sei milioni di euro a una gara unica per l’acquisto di tre nuovi acceleratori lineari per gli ospedali di Chieti, L’Aquila e Pescara. Sarebbe tutto pronto, la Asl di Chieti è individuata come capofila della procedura, ma nei giorni scorsi l’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì, si è trovata al centro di un braccio di ferro tra le direzioni generali delle Asl di Chieti e di Pescara. La prima, con il manager Thomas Schael, ha sollecitato il rapido avvio della gara unica, anche per avere una reale concorrenza e prezzi competitivi tra i soli due produttori al mondo di queste apparecchiature. Si avrebbe inoltre la stessa tecnologia in tre ospedali diversi e identico software di gestione: in caso di guasti, basterebbe dirottare i pazienti in uno degli altri ospedali, dove riceveranno la giusta dose di terapia grazie alle informazioni condivise. Ma una frenata alla gara unica è arrivata proprio dall’azienda sanitaria di Pescara, con il direttore generale facente funzione Antonio Caponetti, per il quale non sarebbe consigliabile un solo lotto di gara per via di esigenze diverse di ciascuna Asl, compresi eventuali lavori di adeguamento strutturale dei locali che devono ospitare gli acceleratori. Più rapidi ed efficaci, dunque, singoli lotti “chiavi in mano”. Tant’è che Pescara avrebbe già avviato una consultazione preliminare di mercato. Ma di questo passo, senza un’intesa o un intervento della Regione, sarà difficile avere in funzione i nuovi acceleratori per la fine di quest’anno. (g.let.)
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