Proteste per le strade chiuse a Carnevale

23 Febbraio 2023

Negozi e ristoranti “ingabbiati” per la sicurezza. L’organizzatore della festa: disagio momentaneo

LANCIANO. Migliaia di persone in centro città per il Carnevale, ma per alcune attività commerciali e di ristorazione dell'immediato centro storico la festa di piazza Plebiscito per salutare il martedì grasso è stata una mezza giornata persa di lavoro oltre che piena di disagi. "Colpa" delle severe norme di sicurezza che, per le manifestazioni pubbliche di piazza, prevedono un protocollo molto rigido, reso ancor più inflessibile dallo sparo dei fuochi pirotecnici in piazza che ha previsto la chiusura di ogni passaggio pedonale e di veicoli nell'arco di 40 metri per ogni latitudine della piazza. E così gli esercenti di corso Roma, via dei Frentani e piazza Garibaldi, si sono ritrovati "ingabbiati" nei propri locali vuoti senza alcuna possibilità né di uscire né di sperare in qualche affare.
«Nessuno ci ha detto nulla», racconta il titolare di un locale di corso Roma, «dalle 15,30 ci siamo ritrovati la strada bloccata e nessuno più che poteva circolare. Il peggio si è verificato attorno alle 18, quando, in prossimità dello sparo delle 19, è stato interdetto anche ai pedoni di passare». E così alcuni clienti si sono ritrovati bloccati nei locali o impossibilitati ad entrare nelle varie attività. «Alcuni locali non hanno nemmeno aperto», riferisce un esercente, «perché il pomeriggio era ormai perso: dopo lo sparo c'erano le operazioni di bonifica da effettuare e comunque non si passava». «Non siamo contro le tradizioni», rimarca la titolare di un ristorante, «ma i fuochi d'artificio in piazza Plebiscito non lo sono, ci sono luoghi deputati a queste attività. Dispiace inoltre non essere mai considerati: i commercianti a ridosso della piazza subiscono ogni genere di limitazione e senza preavviso. Spesso anche per la manutenzione stradale vengono messe transenne che poi dobbiamo togliere noi. Chiediamo solo di essere coinvolti».
«L’evento è stato gestito con due piani sicurezza differenti, avendo diviso la piazza in due “aree”», spiega l'organizzatore della manifestazione, Raffaele Di Nunzio, «ho assistito a un paio di incontri tra la ditta dello spettacolo pirotecnico e la questura: posso assicurare che nessuno ha voluto chiudere persone “in gabbia”, ma semplicemente ci si è attenuti alle norme. Bisogna decidere da che parte stare: si vuole che la gente arrivi a Lanciano o non far niente lasciando morire commercio e momenti di aggregazione? È un disagio momentaneo». (d.d.l.)
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