Prove di accordo in Comune, si tratta per il rimpasto
Chieti, incontro tra Di Primio e i segretari dei partiti Forza Italia preme per le stabilizzazioni alla Teateservizi
CHIETI. Prove di accordo nel centrodestra di Chieti per provare a uscire dalla crisi del Comune. Ieri alle 18.30, il sindaco Umberto Di Primio ha aperto le porte del suo ufficio, al primo piano del municipio, ai segretari provinciali dei partiti: intorno al tavolo della giunta si sono seduti Di Primio, Daniele D’Amario di Forza Italia, Andrea Buracchio dell’Udc e Antonio Tavani di Fratelli d’Italia. Non si è presentato all’incontro Palmerino Mammarella della Lega ma dietro all’assenza non dovrebbe esserci un altro caso politico ma un precedente impegno.
A lanciare l’invito ai segretari per tentare di ricomporre la maggioranza in vista dell’approvazione del bilancio consuntivo entro il 7 agosto è stato proprio il sindaco con un messaggio su Whatsapp: una riunione di un’ora circa in cui si è parlato dei problemi sollevati dai ribelli, i 5 consiglieri di Forza Italia, Marco D’Ingiullo, Maura Micomonaco, Emiliano Vitale, Maurizio Costa ed Elisabetta Fusilli, e i due dell’Udc, Mario De Lio e Roberto Melideo.
Tra gli argomenti al centro della discussione, le due richieste di Forza Italia: via l’assessore Carla Di Biase dalla giunta e la stabilizzazione di 48 precari della Teateservizi. Ma su Di Biase, D’Amario ha garantito che tra i suoi farà passare una linea più morbida: niente più cacciata dalla giunta, l’ipotesi più possibile è un rimescolamento delle deleghe. Forza Italia preme per rimettere in palio la delega al commercio tenuta da Di Biase. Sulle assunzioni, il sindaco ha ribadito che ha dato già l’indirizzo alla Teateservizi e ora tocca alla partecipata fare i 48 contratti: su questo, sindaco e Forza Italia restano lontani.
Nell’incontro, l’Udc è tornato a chiedere verifiche sulla Tari: secondo i calcoli del partito, a Chieti si sarebbe pagato troppo e i residenti avrebbero diritto a un rimborso. Il sindaco si è detto disponibile al confronto e oggi De Lio incontrerà i funzionari per un esame degli atti. I segretari si sono congedati senza darsi un termine: adesso, riferiranno ai consiglieri, si trarranno le conseguenze e poi diranno al sindaco cosa faranno. Di certo, non c’è tempo da perdere: entro venerdì, è necessario approvare il bilancio in giunta secondo l’ultimatum arrivato dal prefetto Giacomo Barbato. Gli assessori sono tutti d’accordo con il sindaco: nessuno farà scherzi. Il problema di Di Primio è in consiglio comunale: il sindaco può contare solo su 10 fedelissimi e deve recuperare voti per essere certo dell’approvazione del consuntivo. Senza il sì al piano dei conti, l’amministrazione andrebbe con le gambe all’aria: il 2 luglio scorso, in occasione del bilancio preventivo, il sindaco si è salvato grazie a un voto. (p.l.)

