Province, anche Chieti è fuori dal Patto

30 Settembre 2015

Il Viminale pubblica l’elenco degli Enti che hanno “sforato”, il capoluogo teatino pagherà una sanzione di 682.760 euro

CHIETI. C’è anche Chieti nell’elenco delle 12 Province fuori dal Patto di stabilità. Occupa il quinto posto e la sanzione che dovrà pagare entro la fine dell’anno è pari a 682.760 euro.

Una bella somma che, molto probabilmente verrà recuperata con i proventi della vendita dei “gioielli di famiglia”al ministero delle Finanze.

Il condizionale è d’obbligo dal momento che per tutta la giornata di ieri il presidente della Provincia, Mario Pupillo, più volte cercato per telefono, si è reso irreperibile. La vendita del Palazzo di giustizia, attualmente in fase avanzata di ristrutturazione e del palazzo della Prefettura è stata una scelta obbligata per evitare il dissesto dell’Ente. Tornando alla lista «nera» sono quasi 15 milioni di euro le sanzioni erogate alle 16 Province e città metropolitane che nel 2014 non hanno rispettato il Patto di stabilità interno. Ma il conto sarebbe stato ancora più salato se non fossero stati previsti diversi meccanismi di sconto, come il decreto «Enti locali». La lista degli «spreconi» è stata diffusa nei giorni scorsi dal ministero dell’Interno ed è consultabile sul sito Internet della direzione centrale per la finanza locale, alla quale spetta il compito di applicare la penalizzazione riducendo l’importo del Fondo sperimentale del riequilibrio(fsr), assegnato alle amministrazioni inadempienti. E se dovessero mancare le risorse per operare la riduzione gli enti saranno tenuti a versare la somma residuale entro il 31 dicembre 2015. Al momento non sono state ancora formalizzate le assegnazioni a titolo di Fsr spettanti alle Province e città metropolitane pr il 2015, quindi non è ancora possibile quantificare gli importi che dovranno essere recuperati su altre entrate. L’elenco evidenzia anche la geo-referenzazione degli sforamenti che coinvolgono più amministrazioni del Nord che del Centrosud. In vetta la città metropolitana di Torino con 3,6 milioni di euro, seguita da Milano (2,3 milioni) e Catania 2 milioni . In quinta posizione, con una penalità di 682.760 euro si piazza la Provincia di Chieti. La più virtuosa, invece, con soli 6 mila euro è la Provincia del Medio Campidano.

Gli importi dovuti sono peraltro stati ridotti dal dl 78/2015, che ha limitato l’esborso al 20 per cento della differenza tra saldo obiettivo del 2014 e il saldo finanziario conseguito nello stesso anno e comunque al 2 per cento delle entrate correnti registrate nell’ultimo consuntivo disponibile. E stata anche applicata una ulteriore riduzione per un importo pari alla spesa per l’edilizia scolastica sostenuta lo scorso anno purchè non sia già oggetto di esclusione dal saldo valido ai fini della verifica del rispetto del patto.

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