Provincia, 45 strade devastate dalle frane

Servono cinquanta milioni di euro, il grido d’allarme del presidente Pupillo Appello a Regione e ministero delle Infrastrutture: subito lo stato di calamità
CHIETI. Dissesto idrogeologico nel Chietino: un bollettino di guerra che preoccupa cittadini e amministratori. Dopo l’ultimo nubifragio di tre settimane fa sono ancora 19 le strade provinciali chiuse al traffico, mentre 26 quelle nelle quali è stato necessario istituire il senso unico alternato. Sono 1.841 i chilometri di rete stradale e 150 i siti colpiti da gravissimi dissesti idrogeologici che condiziona la viabilità in modo drammatico, mentre l’impegno di spesa previsto per la messa in sicurezza delle numerose frane è di oltre 50 milioni di euro. Cifra che in questo momento l’amministrazione provinciale non ha. Da qui il grido d’allarme del presidente dell’Ente, Mario Pupillo, a Regione, ministero delle Strutture, Protezione civile e Genio civile: «Questi dati non possono passare inosservati» ha detto nel corso della conferenza stampa di ieri «è quindi urgente dichiarare lo stato di calamità naturale. In pochi giorni, a seguito delle ultime piogge» sostiene Pupillo «si è andata ad aggravare una situazione già precaria dell’intero sistema viario che in questi anni non ha avuto la giusta manutenzione».
Nell’attesa che venga formalizzato lo stato di calamità naturale che consentirebbe di ottenere i fondi necessari per la messa in sicurezza delle strade la priorità della Provincia è quella di sbloccare la viabilità.
Tra i casi più urgenti quello di Fraine dove una imponente frana ha cancellato il collegamento con Castiglione Messer Marino, come preoccupante e bisognoso di interventi urgenti è il cedimento di terreno che, a Roccascalegna, ha interessato uno sperone di roccia e arenaria, supporto del castello e dell’antica chiesa di San Pietro. emblema del Tredicesimo secolo che rischia di crollare. «Si tratta di interventi urgenti da affrontare» riprende Pupillo «oltre a tutelare il diritto dei cittadini di poter raggiungere scuole e posti di lavoro bisogna, allo stesso modo e con la stessa urgenza, salvaguardare anche i beni monumentali a rischio crollo. Ma per dare avvio a tutte queste opere» insiste il presidente della Provincia «è necessario il sostegno economico di Regione e ministero delle Infrastrutture», Intanto, dopo i gravi fenomeni alluvionali che il 4-5 e 6 marzo scorsi hanno interessato il teatino, spunta il rapporto tecnico stilato dalla Provincia per contare i danni riportati dalle strade di competenza dell’Ente. Dati che sono stati presentati ieri mattina dal presidente Pupillo, dal suo vice Antonio Tamburrino e dall’ingegnera Paola Campitelli. Numeri che fanno paura per la vasta estensione dei danni registrati e continuamente monitorati sul territorio provinciale. Complessivamente sono 145 le strade che hanno bisogno di interventi di diversa natura. E bisogna fare in fretta prima che torni il maltempo e il quadro peggiori. E i fondi? «359.855,27 euro sono stati già spesi per interventi urgenti di ripulitura delle carreggiate stradali da fango e detriti, da caduta di alberi, rimosse anche le ostruzioni di cunette laterali» assicura l’ingegnera Campitelli. Il fabbisogno economico per il ripristino delle strutture ed infrastrutture danneggiate nelle settimane scorse è ben più importante e ammonta complessivamente a 33,915 milioni di euro. «Cifre che diventano 50,544 milioni se si considerano anche le necessità risalenti agli eventi del dicembre 2013» aggiunge il vicepresidente Tamburrino «per cui si dichiarò lo stato di emergenza, ma che risultano ancora irrisolte. Abbiamo lavorato a tempo pieno muovendoci in due direzioni: sul piano della pulizia del piano stradale operando quotidianamente per liberare le strade dai riversamenti di fanghi e detriti attraverso le maestranze interne e le ditte private disponibili e poi, sul piano delle somme urgenze, per consentire ad arterie fondamentali di collegamento di tornare fruibili il prima possibile» Tra queste la sp Chieti-Brecciarola, Lanciano-Orsogna, la Gessopalena- Roccascalegna, Pennadomo-Montebello, Tornareccio-Atessa. «Dobbiamo aggiungere alle somme censite un ulteriore investimento di 27,947 milioni per interventi di messa in sicurezza del corpo stradale e ridurre il rischio immediato e 533.300 euro per interventi di somma urgenza, già affidati alle imprese» precisa Tamburrino. Ma i soldi in cassa non bastano. «Abbiamo completato l'iter istruttorio per la richiesta dello stato di calamità» conclude Pupillo «con l'auspicio che la Regione si muova nella stessa direzione delle altre Regioni italiane per ottenere i fondi necessari».
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