Provincia, il presidente è Menna «Subito l’incontro con i sindaci»

24 Dicembre 2021

Ieri il nuovo voto di 16 Comuni dopo l’errore di sabato scorso nella consegna di 9 schede elettorali «Da ogni amministrazione mi farò consegnare un fascicolo su problematiche, aspettative e obiettivi»

CHIETI. Quarantatré anni, al secondo mandato come sindaco di Vasto, Francesco Menna (Partito democratico) è il nuovo presidente della Provincia. Oltre 15mila voti lo separano dall’avversario, il candidato di centrodestra Filippo Paolini, sindaco di Lanciano. Che il centrosinistra fosse in vantaggio alle elezioni provinciali lo si immaginava sin dalla vigilia. Essendo, infatti, elezioni di secondo livello in cui votano cioè solo gli amministratori dei 104 Comuni della provincia, è noto che la bilancia pesa leggermente verso il centrosinistra. Ma l’errore nella consegna di 9 schede elettorali ha rimescolato le carte di un’elezione che appariva scontata.
Menna, che cosa pensa di quanto è accaduto a seguito dell’errore nella consegna delle schede?
«Ho vissuto questi momenti con la serenità di sempre, l’errore è umano e ci può stare. Da parte mia, la richiesta è sempre stata quella di garantire una procedura trasparente e chiara, che consentisse di avere un voto giusto, legittimo e corrispondente alla volontà dell’elettorato».
Cosa farebbe se il Tar si pronunciasse per far ripetere la competizione elettorale?
«Accetterei il giudizio con serenità e sarei pronto a tornare in competizione con l’amico e stimato sindaco di Lanciano, per una nuova competizione che alla fine ci vede comunque uniti per una causa che è quella della Provincia».
Quando si siederà sulla poltrona da presidente qual è la prima cosa che farà?
«La prima cosa che farò sarà incontrare tutti i sindaci dai quali mi farò consegnare un fascicolo delle problematiche, delle aspettative e degli obiettivi delle loro comunità. Da qui partiremo, affrontandole e risolvendole e le porteremo, qualora necessario, ai tavoli regionali e di governo e ai loro rappresentanti chiedo fin da ora attenzione e vicinanza per il nostro ampio e variegato territorio. Ho intenzione di aprire 104 fascicoli per ogni Comune della provincia, nessuno escluso. E dunque inizierò in ordine alfabetico, da Altino, ad Archi fino ad arrivare a Villamagna. Avremo in questo modo un patrimonio di conoscenza da destinare sia all’attività tecnico-amministrativa dei dirigenti e dei funzionari, sia a quella della stessa classe politica. Sarà inoltre mia premura e volontà conoscere tutti i dipendenti della Provincia chiamati, insieme a me e alla squadra che mi affiancherà e che a breve presenterò, a lavorare per il bene e la crescita di questa Provincia».
Menna, come ha intenzione di affrontare i prossimi quattro anni da presidente?
«Dialogo, ascolto, confronto, partecipazione, condivisione, operosità, presenza e vicinanza a tutti gli amministratori saranno il mio modus operandi. Ho sempre detto di voler essere il presidente del riequilibrio territoriale, costa-monti. La mia amministrazione dovrà evitare eventuali squilibri ed evitare che le risorse siano spese male. Le risorse dovranno essere indirizzate alle priorità: il lavoro, la viabilità, l’accoglienza del territorio, l’edilizia scolastica, la crisi idrica e, ovviamente, il Pnrr».
Nell’arco dell’anno prossimo potrebbe tornare nelle amministrazioni provinciali anche la giunta, ha pensato a una possibile composizione?
«La giunta sarà frutto del giusto dialogo con i partiti, le liste civiche e i movimenti che formano la coalizione di centrosinistra. Rispetterà sicuramente il voto degli amministratori, così come è uscito dalle urne elettorali, ma anche un principio di competenza e uno di equilibrio che ci deve essere tra tutti i territori della provincia».
Gli assessori provinciali potranno anche essere chiamati all’esterno, pescando cioè tra chi non è stato eletto, lei pensa di avvalersi di questa possibilità?
«Io sono intenzionato a dare preferenza agli interni, ossia agli eletti. Perché gli eletti sono espressione di un lavoro e di un riconoscimento da parte degli amministratori che li hanno votati. Se poi vi sarà una necessità di consulenti esterni, ce ne avvarremo indubbiamente, nel rispetto delle procedure di selezione».
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