Provincia, oggi 16 Comuni al voto Elezioni a rischio per un ricorso

23 Dicembre 2021

È scontro sul caso delle schede invertite, il centrodestra va al Tar: «Le consultazioni sono falsate» Ma il vicepresidente Scopino tira dritto: «Piena fiducia nell’Ufficio elettorale, errore risolvibile»

CHIETI. Elezioni provinciali al secondo atto. Tornano oggi a votare gli amministratori dei 16 Comuni che sabato scorso avevano votato con alcune schede sbagliate. A nulla è valsa la diffida del centrodestra per fermare la nuova chiamata alle urne: la Provincia, amministrata dal vicepresidente Arturo Scopino, ha deciso di tirare avanti per la sua strada. L’unico colpo di scena potrebbe essere un tempestivo, quanto improbabile, pronunciamento del Tar. Ieri mattina infatti il centrodestra, preso atto che la diffida non aveva sortito effetti, ha deciso di fare ricorso al tribunale amministrativo. Considerato che nella tarda mattinata di ieri sono state inviate al Tar anche le controdeduzioni della Provincia, è davvero difficile che i giudici amministrativi possano studiare il caso in così poco tempo ed emettere una sospensiva entro le 8 di questa mattina.
SCOPINO TIRA DRITTO Scopino si dice certo della legittimità dei provvedimenti avviati. Il vicepresidente della Provincia – che in questo momento svolge le funzioni di presidente, visto che l’uscente Mario Pupillo, non essendo più sindaco, ha dovuto lasciare la carica – conferma «piena fiducia all’Ufficio elettorale provinciale e ai provvedimenti messi in atto dal segretario generale della Provincia Franca Colella, per addivenire con sollecitudine alla proclamazione del presidente e del consiglio provinciale, organi indispensabili per dare piena attività alla Provincia che, altrimenti, rischierebbe la paralisi amministrativa in un momento storico particolarmente complesso». Quanto alle polemiche del centrodestra, Scopino le definisce «atte a generare sospetti e speculazioni politiche su un accadimento che si è verificato per mero errore umano».
IL CENTRODESTRA ATTACCA Per il responsabile organizzativo regionale di Forza Italia Mauro Febbo, «le elezioni in questo modo risultano falsate: non si può andare a votare conoscendo già i risultati». Principio ribadito anche dal segretario regionale e dal coordinatore provinciale della Lega, Luigi D’Eramo e Luigi Leonzio: «In questo modo non si garantiscono alcuni elementi imprescindibili dell’azione di voto. Come ad esempio la libertà di scelta, poiché alcuni elettori sono condizionati da risultati ufficiosamente acquisiti». Risultati falsati anche per il segretario regionale FdI Etel Sigismondi, che ha deciso di portare il caso in Parlamento: «Fratelli d’Italia ha presentato una interrogazione, a firma dell’onorevole Emanuele Prisco, rivolta al ministro dell’Interno per chiedere di fare chiarezza sulla vicenda. Inoltre, la scelta di far svolgere le votazioni in un giorno feriale, per giunta a ridosso delle imminenti festività natalizie, non garantisce la piena partecipazione al voto».
IL RICORSO AL TAR Il ricorso firmato dall’avvocato Rosella Ferrara è stato presentato dal consigliere comunale di Francavilla Giovanni Angelucci (Lega), dal sindaco di Fara San Martino e responsabile provinciale FdI Antonio Tavani, e dal consigliere di Francavilla e assessore regionale Daniele D’Amario (FI). I ricorrenti chiedono di sospendere il decreto con cui Scopino ha deciso di far tornare a votare oggi i 16 Comuni e, nel caso non ci fossero i tempi, di annullare l’intero procedimento elettorale. Nel corso della procedura, infatti, sarebbero state commesse diverse illegittimità, compresa quella per cui «non vi è stata alcuna trasmissione del predetto decreto ai Comuni di riferimento», come si legge nel ricorso. «Trattasi», si legge ancora, «di una riedizione, per quanto illegittima, del potere di indizione delle elezioni per il rinnovo degli organi elettivi provinciali. In generale si esclude che l’amministrazione indicente sia detentrice di un potere generale, e rieditabile, di convocazione dei comizi elettorali e quindi indizione delle elezioni, da ciò consegue l’illegittimità del provvedimento impugnato per carenza di potere».