Provincia, Paolini si presenta: «I sindaci abbiano fiducia in me»

Il candidato del centrodestra agli amministratori civici: «Sono autonomo rispetto alle scelte dei partiti» Contrario alla modalità di voto: «No a quello ponderato, nessuna differenza tra piccoli e grandi centri»
CHIETI . Il sindaco di Lanciano Filippo Paolini presenta ufficialmente la sua candidatura alla presidenza della Provincia insieme alle due liste che lo appoggiano. Il suo rivale, il sindaco di Vasto Francesco Menna (Partito democratico), lo ha già fatto venerdì scorso. Il posto è per entrambi lo stesso: la sala consiliare della Provincia. Il centrodestra si presenta unito all’appuntamento. A sostegno di Paolini ci sono tutti i principali partiti della coalizione, da Forza Italia, partito a cui fa riferimento lo stesso Paolini pur non essendone più parte integrante, a Fratelli d’Italia, alla Lega e all’Unione di centro. Due le liste a sostegno del sindaco frentano: “Paolini per la Provincia”, lista completa con 12 candidati consiglieri, e “Il territorio con Paolini” che invece schiera solo 9 candidati.
Le elezioni provinciali sono fissate per il 18 dicembre: si vota non solo per rinnovare il presidente, ma anche il consiglio provinciale, composto da 12 consiglieri. Paolini, rieletto due mesi fa per la terza volta sindaco di Lanciano, si candida per occupare la poltrona da presidente dell’ex sindaco di Lanciano Mario Pupillo. A ottobre scorso Paolini è riuscito a prendersi la sua poltrona da sindaco, ora tenta di conquistarsi anche quella da presidente, ma in questo caso i pronostici sono contrari. Le elezioni provinciali, infatti, sono elezioni di secondo livello: vale a dire che votano soltanto gli amministratori comunali, che in provincia sono in prevalenza di centrosinistra. Il margine tra le due coalizioni è però minimo e Paolini, sul piatto della bilancia, mette se stesso, la sua storia personale e amministrativa, oltre che politica. «Attualmente rappresento i civici all’interno del centrodestra», dice Paolini, «e quindi mi rivolgo soprattutto agli amministratori dell’area civica. A loro dico che possono avere fiducia nella mia persona, come ho già dimostrato anche nell’ultima campagna elettorale a Lanciano, in cui mi sono presentato con un gruppo civico. Penso, insomma, di aver dimostrato la mia autonomia rispetto al sistema dei partiti e la mia voglia di far capire che in questo momento particolarmente difficile c’è bisogno di più autonomia rispetto a quelle che possono essere le scelte partitiche». E dunque, se il sistema del voto ponderato (per cui pesa di più il voto degli amministratori dei grandi centri, che rappresentano più cittadini, rispetto ai quelli dei piccoli centri) avvantaggia leggermente il centrosinistra, Paolini è l’uomo scelto per andare al di là della coalizione di centrodestra, che con le sue sole forze non ce la farebbe a vincere. E il sindaco di Lanciano sembra essere l’uomo giusto per strizzare l’occhio all’area civica.
Quanto al voto ponderato, Paolini si dice contrario: «Non vedo che differenza ci possa essere tra chi vota a Lanciano e chi vota a Montelapiano», dice prendendo come esempio il centro più piccolo della provincia che è anche il comune amministrato da Arturo Scopino, vicepresidente della Provincia in carica, in passato corteggiato anche dal centrodestra. «Certamente Lanciano e Montelapiano sono realtà diverse», continua Paolini, «ma non credo che il voto debba pesare in maniera diversa. Per me il sistema migliore resta quello dell’uno vale uno». A supportare Paolini ieri erano presenti Tonia Paolucci, in rappresentanza dell’area civica, Luigi Leonzio coordinatore provinciale Lega, Antonio Tavani responsabile provinciale FdI, Mauro Febbo responsabile regionale organizzativo FI, e Fabiana Desiderio segretaria cittadina Udc.
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