Provincia senza soldi: «Accorperemo le scuole»

Di Giuseppantonio: non abbiamo più denaro per pagare gli affitti degli istituti Ferma l’attività dell’ente che non garantisce neanche il riscaldamento nelle aule
CHIETI. Casse sempre più vuote. Anzi, per il presidente della Provincia Enrico Di Giuseppantonio, in questi ultimi mesi, si è raschiato il fondo del barile. «Una situazione esplosiva» denuncia il presidente, di recente eletto sindaco di Fossacesia «da settembre saremo costretti ad accorpare le scuole perché l’ente non ha denaro per pagare gli affitti».
Una razionalizzazione delle spese che porterà disagi e polemiche al primo suono della prossima campanella scolastica negli istituti superiori.
Nelle prossime settimane la Provincia siederà al tavolo coi dirigenti scolastici per approntare un piano di accorpamento che consentirà di non stravolgere la continuità didattica negli istituti superiori ospitati negli edifici con affitti più alti. «Ci sono scuole che per motivi diversi, non per ultimo il calo demografico, hanno a disposizione aule vuote. Uno spreco che deve essere evitato trasferendo lì altri corsi di studio». Per ipotesi il de Sterlich che al momento ha aule in esubero rispetto al numero di iscritti potrebbe ospitare gli allievi del Liceo Scientifico Masci. Ma sulle scuole superiori non incombe solo lo spauracchio dell’accorpamento.
«Se non arriveranno aiuti statali» annuncia Di Giuseppantonio «la Provincia non sarà in grado di assicurare neppure le spese per il riscaldamento nelle aule».
Si prevede dunque un «autunno gelido» per le scuole della provincia teatina, ma sicuramente bollente sul fronte della protesta studentesca.
Il taglio dei finanziamenti rischia di paralizzare tutta l’attività svolta dalla Provincia. Qualche anno fa si viaggiava sull’ordine dei 19 milioni di euro, poi si è passati a due. «Ora siamo a zero euro» riferisce Di Giuseppantonio «nessuno come noi a livello nazionale ha tagliato le spese per avere maggiore disponibilità di denaro. Abbiamo ridotto stipendi, personale, consulenze esterne, spese di cancelleria e trasporto. Abbiamo persino bloccato due dei tre ascensori disponibili nel Palazzo per risparmiare sulla bolletta dell’elettricità. Ma non sappiamo più che altro fare per assicurare i servizi essenziali, soprattutto quelli legati a scuola e manutenzione stradale». Dal 25 giugno Di Giuseppantonio coprirà anche il ruolo di commissario fino al 31 dicembre. Ma il futuro delle Province, o meglio il ruolo che esse svolgeranno prima della ipotizzata soppressione, è ancora molto incerto. Non è ancora chiaro, per esempio, chi gestirà dopo gli eventuali azzeramenti degli enti, i fondi statali destinati a scuole e strade. Ma l’emergenza è adesso. «E nessuno sembra accorgersene» dice Di Giuseppantonio «come se i gravi problemi della scuola e della sicurezza delle strade fosse solo un problema della Provincia e non una emergenza di carattere sociale. Nei prossimi giorni» annuncia «chiederò un incontro col prefetto per rappresentare una situazione esplosiva della quale anche le altre istituzioni devono farsi carico».
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