Pseudolo rivive nei versi di Ciocca

28 Novembre 2014

Oggi al Museo universitario la presentazione del libro scritto dal regista teatino

CHIETI. Pseudolo di Plauto, nella versione del regista teatino Sabatino Ciocca (Edizioni Tabula fati) sul palco della sala convegni del Museo universitario, in viale della Liberazione.

L’evento, promosso dall’associazione culturale «Noi del G.B. Vico» è in agenda per questo pomeriggio a partire dalle 18. Nel corso dell’incontro ci sarà la presentazione della traduzione in versi di “Pseudolus” e una conversazione sul tema: “Il Teatro e il suo linguaggio: dal Mondo classico ad oggi”. Al pomeriggio culturale sono previsti gli interventi di Lucia Vaccarella, docente di Italiano,Sabatino Ciocca , autore e regista e Marco Solfanelli, editore del testo.

Brani dallo Pseudolo saranno letti dall’autore e da Giancarlo Zappacosta.

Insoddisfatto delle versioni in commercio, Ciocca decide di far da solo e ricomincia dal latino. Sceglie di tradurre in versi, che l’autore interpreta a modo suo, costruendo versi che non rimano in modo perfetto però all’orecchio si porgono fluidi, accattivanti, efficaci e modernissimi.«Trovo che l’uso del verso permetta al traduttore nel caso di Pseudolus di rimanere più fedele all’originale senza che le battute suonino stantie» sostiene il drammaturgo contemporaneo Edoardo Erba «nella sua versione poetica, Ciocca, che è regista ancor prima di traduttore, sembra soprattutto preoccupato di dare teatralità al dialogo. E per teatralità non intendo artificio, ma al contrario colore, carattere, verità. Mette insieme l’alto e il basso, il ricercato e il triviale, la parola antica e quella dialettale, per ottenere» conclude «un tappeto linguistico che incuriosisce, che spiazza, un vero tappeto volante capace di far viaggiare Pseudolus alla velocità dei nostri giorni». (y.f.)

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