Pugnalate nella lite al bar Inflitti 6 anni e 4 mesi

7 Novembre 2018

Casoli. Il Gup di Lanciano conferma l’accusa di tentato omicidio per un 30enne Il ferito, per poco non colpito al cuore, non denunciò l’aggressore per paura

CASOLI. Cinque coltellate per un banale litigio al bar, l’accusa di tentato omicidio, il processo con rito abbreviato e la condanna a sei anni e 4 mesi di reclusione. È la sentenza con cui il giudice Marina Valente, in udienza preliminare ha condannato Buljan Hakani, 30enne albanese domiciliato a Casoli e già noto alle forze dell’ordine per altri reati. Per l’uomo, rappresentato dall’avvocato Giancarlo De Marco del foro di Pescara, il sostituto procuratore Francesco Carusi aveva chiesto 8 anni di reclusione.
La lite degenerata a coltellate è avvenuta la notte tra il 12 e il 13 febbraio 2018, ma la vittima, A.C., 34 anni, meccanico albanese residente a Casoli ,non la denunciò. Furono i medici dell’ospedale a chiedere l’intervento dei carabinieri. Secondo quanto ricostruito dai militari del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Lanciano diretti dal tenente Massimo Canale, insieme ai colleghi della stazione di Casoli, A.C. litigò con Hakani dentro un bar di Casoli per futili motivi, che sono diventati enormi e insormontabili perché erano alticci. All’esterno del locale, sarebbero volati pugni e spintoni ma, ad un certo punto Hakani ha tirato fuori un coltello e ha colpito il connazionale. Cinque fendenti: due al torace, uno al braccio e due alle gambe. Sanguinante, il meccanico si è così presentato al Punto di primo intervento di Casoli. Ai medici ha raccontato di essere caduto accidentalmente su alcuni parti meccaniche in metallo mentre stava effettuando alcuni lavori nella sua officina. Un racconto però incompatibile con le ferite riportate che erano apparse troppo profonde. Così mentre il meccanico veniva trasferito all’ospedale di Chieti e ricoverato, il personale sanitario allertava i carabinieri. Che nelle indagini hanno anche evidenziato che il 34enne, che non ha denunciato Hakani per paura, ha rischiato la morte visto che uno dei fendenti al torace non ha colpito per poco il cuore; questione di centimetri. Hakani durante anche l’interrogatorio di garanzia seguito al suo arresto ha confermato la lite, durante la quale sarebbero volati pugni da entrambe le parti. E che lui avrebbe fatto ricorso al coltellino, che era appeso al portachiavi, perché l’altro lo sovrastava fisicamente. Per il giudice, invece, si è trattato di tentato omicidio, non ha riconosciuto le aggravanti, e ha condannato Hakani a 6 anni e 4 mesi di reclusione.
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