Pulchra, così il Comune dimezza il debito

29 Novembre 2020

Vasto. Proposta di transazione da discutere in aula. I consiglieri del M5S: l’accordo è inaccettabile

VASTO . Da un milione e 800mila euro a 870 mila euro. Prevede il dimezzamento del debito del Comune di Vasto nei confronti della Pulchra la proposta di transazione inserita all’ordine del giorno dell’assemblea civica in programma domani, alle 8.30. Tra i debiti fuori bilancio spicca quello con la Pulchra, la società che si occupa del servizio di igiene urbana, diventata totalmente privata due anni fa dopo la vendita delle quote pubbliche. Al centro del contenzioso c’è un decreto ingiuntivo del Tribunale che nel 2016 ordinò al Comune di pagare la somma di un milione di euro, di cui 634.280 a titolo di emolumenti per il consiglio di amministrazione e il Collegio sindacale della Pulchra e i restanti 366.718 per servizi erogati e non pagati.
Il Comune fece opposizione, ma un anno dopo venne dichiarata «improcedibile» perché presentata in ritardo, circostanza che sollevò polemiche a non finire. La proposta di transazione prospettata già nel 2019 viene ritenuta «conveniente» dall’amministrazione comunale, ma inaccettabile dal gruppo consiliare del Movimento 5 stelle. «La vicenda, ben nota all’opinione pubblica, è tra le più controverse e oscure nello scenario amministrativo della città», attaccano Dina Carinci e Marco Gallo, «si parte da una clausola iniqua della convenzione tra Comune e Pulchra che prevede gli oneri per i compensi del consiglio d’amministrazione e del collegio dei sindaci a carico esclusivo del Comune, senza quindi una partecipazione proporzionale del socio privato Sapi srl. Questo anomalo “tributo” è stato pagato fino al primo gennaio 2004. A partire da questa data, non è chiaro per quali motivi, il Comune ha smesso di pagare le relative fatture alla Pulchra», proseguono i due consiglieri pentastellati, «non ha pagato il sindaco Filippo Pietrocola (centrodestra) e hanno continuato a non pagare, senza peraltro impugnare l’iniquo art.10 della convenzione, i sindaci Luciano Lapenna e Francesco Menna (centrosinistra). E così, con buona pace di tutti, il debito è aumentato. A fronte di queste vicende può sembrare conveniente la transazione, proposta dai dirigenti comunali, che, quasi salomonicamente, riduce l’importo dovuto alla Pulchra a 870.000 euro. Ma nella proposta di transazione c’è una clausola, per noi inaccettabile, che prevede per ambedue le parti la rinuncia a future rivendicazioni connesse al vecchio contratto 1998-2018. I due consiglieri del M5S rilanciano la necessità di dare seguito ad una loro mozione approvata all’unanimità in consiglio comunale che impegnava il sindaco Menna «affinchè gli uffici procedessero ad una verifica e ricalcolo degli adeguamenti del canone Pulchra nel periodo 2010-2017». (a.b.)