Punito il bullo del Mattioli Dovrà aiutare i disabili

14 Febbraio 2017

Il consiglio d’istituto ha deciso quindici giorni di sospensione dalle attività didattiche Altri 15 li trascorrerà al servizio dei coetanei in difficoltà come il ragazzo preso di mira

SAN SALVO. Quindici giorni di allontanamento dalla scuola, e al rientro, altri 15 da trascorrere al pomeriggio presso i servizi sociali, in attività dedicate ai coetanei in situazioni di fragilità. È il provvedimento disciplinare deciso dal Consiglio d’istituto del Mattioli di San Salvo nei confronti dello studente (erano due, l’altro ha lasciato la scuola) protagonista di atti vessatori nei confronti di un compagno disabile. A scuola erano intervenuti anche i carabinieri diretti dal maggiore Giancarlo Vitiello. La “punizione”, seguendo i principi della scuola e le norme in materia, in realtà punta alla rieducazione del ragazzo. La decisione è stata presa al termine di una serie di incontri con i genitori dei protagonisti dello spiacevole episodio, gli insegnanti, e la stessa vittima. Convocato il Consiglio di classe (inclusa la componente genitori ed alunni), dopo aver acquisito tutti gli elementi utili ad accertare la realtà dei fatti ed aver invitato l’alunno coinvolto nell’episodio a esporre la propria versione dell’accaduto, la dirigente d’istituto e i consiglieri hanno ritenuto di dover applicare il regolamento del caso (D.P.R. 24 giugno 1998, n. 249). «Premesso che i provvedimenti disciplinari hanno finalità educativa e costruttiva, e non solo punitiva, che tendono a rafforzare il senso di responsabilità e sono ispirati alla riparazione dell’offesa, dovevamo tenere conto della situazione personale dello studente coinvolto. Il Consiglio d’istituto ha quindi deliberato di comminare allo studente una sanzione disciplinare di 30 giorni così strutturata: 15 giorni di allontanamento dalla comunità scolastica da trascorrere presso il Servizio civile nazionale. Durante questo periodo, lo studente, in collaborazione con la famiglia, sarà seguito da un docente in modo da favorire il suo rientro nella comunità scolastica. I 15 giorni a seguire dopo la riammissione a scuola, li dovrà trascorrerà in orario pomeridiano presso i servizi sociali, in attività dedicate a coetanei in situazione di fragilità, in modo da proseguire il percorso di recupero educativo», annota la dirigente scolastica, Sara Solipaca. In caso di inadempienza del percorso educativo o di reiterazione dei comportamenti sanzionati, il Consiglio d’istituto si riserva di assumere ulteriori provvedimenti. «Il Consiglio auspica che i provvedimenti deliberati inducano lo studente a uno sforzo di riflessione e di rielaborazione critica dell’episodio verificatosi nella scuola, e delibera di intensificare le attività di prevenzione e di contrasto ad ogni forma di violenza quali lo sportello psicologico del progetto Think Family con il Comune di San Salvo, gli incontri mensili con esperti volti alla sensibilizzazione contro le dipendenze e le Settimane dell’adolescenza, finalizzate al supporto psicologico».

©RIPRODUZIONE RISERVATA