«Punti luce e telecamere nella zona industriale»

San Salvo. Le richieste del sindaco all’Arap Servizi per la zona di Piana Sant’Angelo «La videosorveglianza va collegata col ponte radio della polizia municipale»
SAN SALVO. Potenziamento di illuminazione e sistema di videosorveglianza. Sono le richieste che il sindaco Tiziana Magnacca ha fatto all’Arap Servizi nell’incontro che si è tenuto giovedì pomeriggio nell’aula consiliare in tema di sicurezza. Dopo l’ondata di furti dello scorso anno, era necessario fare il punto della situazione sullo stato dell’area industriale di Piana Sant’Angelo. A rispondere alle sollecitazioni del sindaco è l’amministratore unico di Arap Servizi, Giuseppe Cellucci.
«La zona industriale è al buio e soffre di numerose carenze strutturali», afferma il sindaco Magnacca, «l’Arap ha presentato un progetto per installare l’illuminazione in via Rostagno, ma questa ci vorrebbe anche in via Belgio e via Tobagi», continua, «inoltre anche la potatura degli alberi non è più efficiente con rami cadenti che rappresentano un pericolo per i lavoratori e i cittadini che transitano nella zona». Tra i servizi che dovrebbero essere i fondamentali per un’area industriale sicura è stato chiesto il sistema di videosorveglianza. «Ho chiesto di mettere le telecamere almeno nei punti di accesso alla zona dando la possibilità di collegarle con il ponte radio della nostra polizia municipale». Molto probabilmente l'Arap attingerà ai finanziamenti statali del Masterplan per «ampliare il sistema di videosorveglianza cittadino al fine di rendere più sicure le strade dai fenomeni predatori e di criminalità diffusa». Lo stesso a cui intende partecipare anche il Comune di San Salvo.
L’attenzione si è poi spostata sulle ipotesi di sviluppo del territorio e dell’area industriale e sulle opportunità legate alla perimetrazione delle zone economiche speciali (Zes). Erano presenti all’incontro anche alcuni imprenditori locali che hanno sensibilizzato Cellucci al problema. «In un momento di crisi occupazionale che sta colpendo lo stabilimento della Pilkington non c’è nessun progetto per la crescita del territorio», afferma Carmine Torricella, «sono in bilico 190 famiglie alle quali non si stanno garantendo nuove opportunità di lavoro. Bisogna smettere di parlare e iniziare ad agire», continua Torricella. «A San Salvo esiste ancora un’imprenditoria attiva, non vogliamo che le attività si blocchino e si entri in un clima di sfiducia totale. Stiamo parlando di risorse che ci sono già e che se utilizzate bene possono divenire fondamentali per aiutare processi di opportunità, lavoro e sviluppo».
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