Punto da una vespa, muore Bellia

L’imprenditore era a casa: in pochi minuti è andato in shock anafilattico. Aveva 61 anni
CHIETI. Una vespa lo punge su una mano. Va in shock anafilattico e nel giro di non più di cinque muniti muore.
Se ne è andato così, a 61 anni, l’imprenditore Giuseppe Bellia, chiamato Pino, persona molto conosciuta in città e soprattutto allo Scalo. Era un uomo corpulento, 1 metro e 90 centimetri di altezza, forse anche per questo la sua morte dovuta a una puntura d’insetto ha scioccato l’intera città.
Bellia, oltre ad essere molto noto era anche esponente di una famiglia altrettanto conosciuta, che annovera, tra gli altri membri, anche l’ex presidente del Chieti Calcio, Walter Bellia, cugino di Pino.
Era padre di sette figli, Amanda, Guendalina, Nazarena, Valerio, Anna Maria, Angelo e Stella. Aveva avuto una prima moglie, Anna Maria, e ora conviveva con la compagna Natalia, nella casa di Montesilvano colle dove ieri mattina ha trovato la morte.
La vespa lo ha pizzicato intorno alle 8 di mattina, mandandolo subito in shock anafilattico. A nulla è servita la corsa all’ospedale di Pescara, perché al Santo Spirito era arrivato che era già morto.
Ieri mattina si era alzato presto, alle 6 del mattino, perché doveva andare a Istanbul per lavoro. Da tempo aveva una collaborazione con un imprenditore turco, Semil Asael, con il quale un anno e mezzo fa aveva presentato in Comune il progetto per la realizzazione di una rsa per anziani nel sito industriale della ex Burgo, che lui stesso aveva contribuito a smantellare dopo il fallimento della cartiera. Verso le 8 del mattino aveva notato la vespa in una delle stanze della casa e stava cercando di ucciderla, schiacciandola tra una presina da cucina che aveva in una mano e la tenda, che manovrava con l’altra. La vespa lo ha punto proprio attraverso la tenda. La prima cosa che ha pensato di fare è stata quella di informarsi su internet, via smarphone, per capire come comportarsi. «Pensa», ha detto alla compagna, «dicono che si può pure morire». È stata l’ultima frase: poi è caduto a terra.
«Era una persona generosa e molto corretta», dice la cugina Simona Di Meo, «un gigante buono che si preoccupava sempre per gli altri. Era il punto di riferimento della famiglia, la persona dalla quale andavi quando c’era qualche problema, perché sapevi che ti avrebbe certamente aiutato». La famiglia è molto numerosa. Nel nucleo più stretto ci sono i quattro fratelli, Giuliano, Luciano, Gaetano, e Gianni, le due sorelle, Mariapia e Rosetta e la madre Mafalda.
A fine anni ’90 Pino Bellia si affacciò anche sulla scena politica teatina. L’allora sindaco Nicola Cucullo lo aveva nominato delegato ai problemi dello Scalo. Un incarico che svolse a titolo gratuito. Nel 1986 creò l’azienda Ecogomma, che ha sede in via Papa Leone XIII allo Scalo. L’azienda si occupa del recupero e smaltimento di materiali ferrosi e non, e di demolizioni di qualsiasi tipo. Tra le demolizioni effettuate ricordiamo lo smantellamento dei 260mila metri quadri del sito industriale della cartiera Burgo, dove adesso avrebbe voluto realizzare con il socio turco una residenza per anziani con tutti i comfort. Il centro di accoglienza per anziani "Bel Residence" doveva essere la prima attività del programma In.Te che avrebbe dovuto vedere la luce. L’imprenditore lo aveva presentato, insieme al coordinatore dell’In.Te Domenico Merlino, al sindaco Umberto Di Primio e all’assessore comunale all’Urbanistica Mario Colantonio a marzo dell’anno scorso. Si trattava di 160 posti, che sarebbero stati realizzati all’interno di una struttura di qualità, circonda da un parco, con all’interno una piscina e persino di un cinema-teatro da 250 posti. Ma il progetto è rimasto fermo.
I funerali si terranno domani alle ore 10 nella parrocchia del Santissimo Crocifisso allo Scalo. La salma uscirà dalla sede della Ecogomma alle 9,15.
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