«Punto nascite, la chiusura parte dalla giunta Chiodi»

Il sindaco D’Ottavio replica a Ciccotelli (FI) che sollecita le dimissioni del sindaco Lettera del comitato: derubati servizi fondamentali in modo antidemocratico
ORTONA. Il sindaco di Ortona, Vincenzo D'Ottavio, torna a parlare della vicenda Punto nascita e lo fa per replicare alle accuse mosse dal coordinatore locale di Forza Italia, Simone Ciccotelli, che ha invocato le dimissioni del primo cittadino. Un commento breve, con cui D'Ottavio rimanda al mittente le accuse mosse nei suoi confronti: «Il signor Ciccotelli, sulla questione del Punto nascita di Ortona, fa solo strumentalizzazione politica e mera propaganda personale» sottolinea il sindaco. «Lui sa molto bene come stanno le cose e sa pure che tutto parte da molto lontano, quando al governo della Regione c'era il presidente Chiodi».
D'Ottavio, pertanto, cerca di spostare le responsabilità di quanto sta accadendo sulle scelte politiche di qualche anno fa, quando ad amministrare la Regione c'era il centrodestra. E così il primo cittadino ortonese manda un invito a Ciccotelli, non sottraendosi dal lanciare una stoccata al partito a cui lo stesso Ciccotelli appartiene: «Si andasse a rileggere il decreto Fazio e la delibera regionale firmata anche da Mauro Febbo». Proprio quest'ultimo, nel frattempo, chiede un'uguale revisione di metodo per i quattro Punti nascita pronti a chiudere: «Ritengo necessario e opportuno mettere le quattro strutture allo stesso livello, ovvero prevedere la stessa data di chiusura, in modo da sfruttare il tempo a disposizione per fare le attente valutazioni del caso, magari riaprendo un confronto costruttivo durante il periodo estivo» sostiene il presidente della Commissione di Vigilanza. «Anche perché mi chiedo: come mai c’è tutta questa fretta di chiudere Punto nascita e reparto Ginecologia? Quello di Ortona è l’unico a possedere tutti i requisiti necessari a garantirne l’eventuale proseguimento dell’attività, ma rischia di essere l’unico a chiudere. Perché? Quali interessi ci sono dietro?» E infine c'è da rimarcare la lettera aperta che il Comitato spontaneo in difesa del reparto maternità di Ortona ha scritto ai cittadini: «La chiusura del punto nascita, insieme a tutto il reparto di ostetricia e ginecologia, è una brutta pagina per la storia della nostra città e in generale per un paese considerato civile» si legge nel testo. «Quello che più ci indigna, oltre al fatto che il nostro territorio è stato derubato di servizi fondamentali, è la modalità antidemocratica della politica regionale, un muro di gomma sordo e fuorviante che non ha tenuto conto delle firme raccolte, di ricorsi al Tar, di un esposto firmato da tantissimi cittadini, di ripetuti inviti al dialogo e confronto. Continueremo ad essere vigili, pronti a divulgare a livello mediatico eventuali disservizi nella speranza che gli stessi non creino danni irreparabili».

