Pupillo: discarica necessaria si rischia il pattume in strada

Lanciano. Senza l’ampliamento l’impianto di Cerratina chiude a gennaio 2023 Il sindaco: la Regione lascia tutto ai privati? Finora leggerezza e noncuranza
LANCIANO. «Come vuole muoversi la Regione in tema di rifiuti? Vuole investire su una nuova discarica pubblica o lasciare la palla al privato? Per non trovarci i rifiuti per strada serve una nuova discarica, dal costo tra i 12 e i 15 milioni di euro, oltre a 5 anni di procedure amministrative. Chi può realizzare un intervento del genere? Imprenditori privati? O una società mista privato-pubblico? E dove?». Sono alcune delle domande che il sindaco di Lanciano, Mario Pupillo, rivolge all’assessore regionale con delega ai rifiuti, Nicola Campitelli, in seguito alla nota di quest’ultimo in cui si sottolinea che la Regione è solo l’ultimo degli enti coinvolti nell’iter autorizzativo di un ampliamento della discarica di Cerratina.
«Sono sorprendenti la leggerezza e la noncuranza dell’assessore», interviene furibondo Pupillo, «apprendiamo che la Regione non ha urgenze sui rifiuti e che l’ampliamento della discarica di Cerratina sarebbe un mero desiderio della EcoLan e dei sindaci: eppure l’assessore era presente in assemblea EcoLan il 16 dicembre 2019 e ha espresso ben altre necessità e volontà. In Abruzzo tutte le discariche sono chiuse o in via di saturazione: Cerratina a gennaio 2023 non potrà ricevere più rifiuti perché sarà esaurita. Questo è un fatto e chi amministra ha il dovere di considerare i fatti e non gli slogan». Pupillo ribadisce di aver avviato il dibattito sull’ampliamento per «non lasciare i cittadini in balia di decisioni approssimate o che possano riportarci indietro anni luce rispetto al circolo virtuoso che abbiamo costruito e vogliamo rafforzare» e invita ad esprimersi sul tema il presidente dell’Agir, «il collega sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, dello stesso partito del presidente Marsilio».
E torna sull’argomento che sta suscitando un acceso dibattito nella maggioranza in consiglio comunale, anche il presidente di EcoLan, Massimo Ranieri, in risposta alla richiesta di «un’operazione trasparenza» richiesta dalla lista civica Progetto Lanciano (Pl) al sindaco Pupillo e allo stesso presidente della Spa partecipata sugli atti espropriativi contestati da Pl. «Il disciplinare», spiega ancora una volta Ranieri, «non ha prodotto e non produrrà effetti (nessun esproprio è stato avviato) fino a che gli organi societari (il Comitato unitario per il controllo analogo e l’assemblea dei sindaci soci, ndc) non approveranno gli atti di programmazione e pianificazione con la previsione dell’ampliamento e il progetto di fattibilità. Spiace», conclude Ranieri, «che non siano state avanzate proposte alternative concrete, realizzabili e sostenibili economicamente da EcoLan. Non ci si è soffermati sui costi di gestione dell’area di ampliamento e di quelli di un eventuale nuovo sito e sulle conseguenti tariffe da applicare ai cittadini. EcoLan è una società pubblica che appartiene ai sindaci-soci, in cui tutti gli utili vengono ridistribuiti sul territorio. Come società in house non ha l’obiettivo di massimizzare i profitti ma di massimizzare la qualità dei servizi. La sua finalità è di fornire al territorio una corretta e virtuosa gestione del ciclo integrato dei rifiuti».
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