Pupillo e il voto regionale: «Bene il modello Lanciano»

L’analisi fatta dal sindaco nella città in cui il centrosinistra recupera terreno «Funziona l’iniziativa Pd più gruppi civici creata da noi quasi otto anni fa»
LANCIANO. La città del Miracolo, della musica e delle fiere come la Stalingrado d’Abruzzo, una sorta di roccaforte del centrosinistra che, laddove perde nelle città di oltre 10mila abitanti in tutto Abruzzo, a Lanciano perde meno, anzi, recupera terreno. È l'analisi del post voto del sindaco Mario Pupillo che, se pure riconosce la sconfitta alle urne, mostra un cauto ottimismo sui numeri che, spiega, «quando si tratta di voti non sono mai una somma algebrica di preferenze».
«Si è detto e scritto che l’amministrazione esce ammaccata dalle urne», ha esordito il primo cittadino, «ma al contrario penso che i nostri siano numeri più che positivi. Il modello Pd e gruppi civici che abbiamo creato ormai quasi otto anni fa, non solo è stato preso ad esempio dal candidato presidente Giovanni Legnini, ma ha dimostrato di essere efficace nel tempo: Lanciano, unica in Abruzzo, ha arginato l’ondata populista di Marco Marsilio che qui non ha superato il 40%».
I numeri per Pupillo vanno letti in modo globale. E da questo punto di vista il centrosinistra accoppiato alle liste civiche è passato dal 18% delle politiche del 2016 al 35% delle recenti regionali. «Era difficile smorzare o limitare le legittime ambizioni di alcuni componenti della squadra di governo (gli assessori Dora Bendotti, Davide Caporale e Giacinto Verna candidati alle regionali, ndc)», ammette il sindaco Pupillo, «ma abbiamo voluto fare un ragionamento diverso. Non abbiamo fatto la corsa a chi doveva vincere dei nostri, ma ci siamo in qualche modo “sacrificati” per il progetto Legnini. Ci siamo messi a disposizione per un’idea che noi stessi abbiamo sperimentato con successo a Lanciano e nella quale crediamo e continuiamo a credere».
Il “matrimonio” con le liste civiche (Lanciano in Comune, Lanciano Vale, Progetto Lanciano, Insieme a sinistra) dunque prosegue a gonfie vele e riparte da questi dati anche in vista delle amministrative del 2021. «Eravamo dati per terzi», prosegue il primo cittadino, «in questa fase schizofrenica e liquida della politica chi poteva prevedere cosa è successo? Chi avrebbe detto che il Movimento 5 Stelle ne sarebbe uscito dimezzato? E invece le urne in qualche modo ci hanno dato ragione. Il gradimento per i singoli assessori è stato dimostrato, così come quello più generale per la coalizione».
Male invece ha fatto per Pupillo il centrodestra: «Perché non hanno candidato nessuno?», incalza il sindaco, «per chi hanno votato e perché? In questa campagna elettorale il centrodestra lancianese ha dimostrato di non avere spazi di manovra e di essere schiavo di Roma. Non ha voluto esprimere alcun impegno pubblico per Marsilio, ignorando totalmente le elezioni, perché? Loro sì che avrebbero avuto l’occasione di eleggere un lancianese».
Dubbi vengono espressi anche sul nascituro governo Marsilio: «Se arriva l'imput da Roma che si dovranno portare i rifiuti in Abruzzo», dice Pupillo, «che farà Marsilio? E ci preoccupa la gestione della sanità, il regionalismo differenziato della Lega che, voglio sperare, sia in grado di modificare alcuni atteggiamenti».
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