Pupillo: «E ora farò il pensionato»
Il commento dell’uscente: abbiamo fatto tanto, ma la gente non ci ha premiato
LANCIANO. «Da domani farò finalmente il pensionato». L’ormai ex sindaco Mario Pupillo non ha rinunciato ad una delle sue proverbiali battute dopo 10 anni passati a vestire la fascia tricolore e a rappresentare la massima carica cittadina, si trova a passare il testimone all’ex sindaco Filippo Paolini. «La prima cosa che farò è andare in Provincia», dice invece al Centro, «visto che decado anche da presidente (sarà presidente facente funzioni fino alle prossime elezioni, Arturo Scopino, sindaco di Montelapiano ndc), e inizierò un periodo di riposo e di riflessione per il futuro. Ovviamente sarò sempre vicino ai miei ragazzi che dovranno fare un’opposizione forte, leale e decisa. Questa amministrazione ha lasciato tavola imbandita, non ci sono anticipazioni di cassa, né contenziosi in atto. Ci sono ben dieci opere che stanno partendo o che sono già partite tra cui l’ascensore del parcheggio di via per Frisa, la bonifica della ex discarica di Serre, la nuova scuola eco sostenibile vicino alla Rocco Carabba, le colonnine elettriche, le pensiline delle fermate del servizio urbano, il centro operativo multi comunale a Re di Coppe. Ancora, la costruzione di due nuovi asili nido e la ristrutturazione del Palasport di via Rosato con 700mila euro, 15 progetti per il Pnrr, il nuovo Parco delle Rose pronto a brevissimo: il prossimo sindaco può anche non fare nulla per i prossimi 5 anni. La nostra» sottolinea Pupillo, «è una eredità completamente diversa da quella che abbiamo trovato, con il 27% della raccolta differenziata che è oggi diventato il 76% e un gioiello quale è EcoLan, universalmente riconosciuto e in modo bipartisan».
Sulla sconfitta Pupillo ha la sua chiave di lettura: «La gente non ha letto quello che abbiamo fatto, non l’ha probabilmente valutato in maniera obiettiva. Ma possiamo comunque dire che la città, tradizionalmente di centrodestra, oggi è divisa in due. Certo abbiamo perso nelle contrade dove invece abbiamo puntato molto, rifatto asfalti, rotatorie, illuminazione. È una delle tante contraddizioni della politica. Non è stato un voto obiettivo, ma di tradizione». (d.d.l.)

