Pupillo: i morti di Covid come i nostri martiri

Festa del 25 aprile. Il sindaco: «Sono uniti per aver lasciato questa vita senza la vicinanza dei loro cari»
LANCIANO. «Oggi che abbiamo sperimentato la perdita di piccole libertà, non potevamo non ricordare chi ci ha liberato dal ventennio fascista che aveva abolito la vera libertà». In una piazza Plebiscito vuota, ma con alcune migliaia di persone a seguirlo sulla “piazza virtuale”, il sindaco Mario Pupillo spiega perché Lanciano non poteva non celebrare, in piena emergenza coronavirus, il 25 aprile. «Lanciano è città medaglia d’oro al valor militare, non potevamo ridurre questa manifestazione solo a una diretta streaming», dice il primo cittadino, munito di guanti e mascherina, «è un sentimento forte di questa città, la seconda dopo Napoli a reagire ai nazifascisti. Da questo territorio è partita anche quella grande storia che è la Brigata Maiella».
Ad accompagnarlo ci sono il presidente della sezione Anpi, Maria Saveria Borrelli, un agente di polizia locale a sorreggere il gonfalone del Comune e un collaboratore che assicura la diretta sulla pagina facebook. Tutt’intorno alla piazza una ventina di curiosi, oltre a giornalisti e forze dell’ordine, non rinuncia a seguire la cerimonia, magari con la scusa di portare a spasso il cane.
«Abbiamo voluto una cerimonia come se fossero presenti tutti i cittadini», continua Pupillo, «le associazioni combattentistiche, l’Anpi e tutte le associazioni di protezione civile e del volontariato che si sono adoperate in questi giorni per alleviare i disagi e le sofferenze di un’altra guerra, quella economica, che sta distruggendo imprese, famiglie, attività. Festeggeremo sempre e in ogni modo il 25 aprile».
Il pensiero va poi alle sette vittime lancianesi del Covid-19, paragonate ai Martiri Ottobrini. «Quello che li unisce è che hanno lasciato questa vita terrena senza il conforto e la vicinanza dei loro cari», sottolinea Pupillo, «come soldati in guerra, come i partigiani hanno vissuto un’esperienza di solitudine, nonostante l’affetto che medici e infermieri potevano dare loro».
Ieri tante altre amministrazioni locali non hanno rinunciato a celebrare la Liberazione, a partire dall’omaggio al Sacrario della Brigata Maiella a Taranta Peligna. «Non è un dovere essere qui, ma una necessità», sottolinea il sindaco Gian Paolo Rosato. Cerimonie si sono svolte anche a Pizzoferrato, Gessopalena e Torricella Peligna, Atessa, Palena, Treglio e Fara San Martino.
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