Pupillo in Argentina Gli emigrati festeggiano la patrona

10 Dicembre 2017

Viaggio del sindaco e dell’assessore Caporale a Berazategui Le 3mila famiglie lancianesi celebrano la Madonna del Ponte

LANCIANO. I lancianesi d’Argentina festeggiano oggi la Madonna del Ponte. Con le circa tremila famiglie originarie di Lanciano, e ormai stabilizzate a Berazategui (Buenos Aires), ci sono il sindaco Mario Pupillo e l’assessore Davide Caporale. I due rappresentanti dell’amministrazione comunale sono partiti lunedì scorso per riallacciare il legame tra le due comunità, gemellate. Un rapporto profondo nonostante i 12mila chilometri di distanza.
Il Comune ha risposto all’invito e all’appello del Circolo Ricreativo Abruzzese con la presenza istituzionale durante la settimana di festeggiamenti in onore della Madonna del Ponte, ma anche con una raccolta fondi per la ripresa dei lavori di costruzione di un asilo e di una scuola elementare intitolati alla patrona di Lanciano. In questi giorni per Pupillo e Caporale è un vero e proprio tour attraverso volti e storie che affondano le radici nella città frentana, come racconta il sindaco sulla sua pagina ufficiale di Facebook.
Dall’arrivo in aeroporto, dopo 14 ore di volo, ad ogni porta di casa e di azienda che si apre, la “lancianesità” si riscopre nei cognomi, nelle tradizioni, nelle inflessioni dialettali. E così si rinsalda. «È come se ci conoscessimo da sempre», racconta nel suo diario social Pupillo, «Lanciano e i lancianesi sono una cosa grande, ne ho avuto l’ennesima prova». In questo viaggio, il primo in Argentina per Pupillo, i due amministratori hanno incontrato il giovane sindaco di Berazategui, Juan Patricio Mussi. «Gli ho donato una targa ricordo e una campanella, in segno di gratitudine e fratellanza verso la città gemellata in cui vive la più grande comunità di lancianesi all’estero», dice Pupillo, «Juan ha espresso il desiderio di visitare Lanciano, di cui ha sentito parlare, bene, benissimo, dai nostri concittadini».
Ci sono Ernesto, 87 anni, e Rosa, con il loro figlio Claudio che gestisce un supermercato: con sacrificio hanno messo su attività commerciali importanti, un’azienda agricola, allevamenti di vitelli e ovini su pascoli. C’è Luigi Di Florio, 91 anni portati benissimo, con i figli Antonio e Paolo, che ha una “estianza”, una fattoria con cavalli. «Luigi ha costruito con pazienza e perseveranza la sua vita qui in Argentina per sé e i propri figli, partendo giovanissimo da Lanciano», racconta Pupillo, «mi ha raccontato dei sacrifici, del 6 ottobre che ha vissuto con i suoi occhi di 16enne. Ha visto morire uno dei nostri martiri: una testimonianza imprevista che ci ha inumidito gli occhi e fatto vibrare il cuore». E oggi le emozioni continuano con i festeggiamenti in onore della Madonna del Ponte. (s.so.)
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