Pupillo: servizi, mobilità e cittadella della salute

15 Maggio 2016

LANCIANO. La “storia” di cinque anni di amministrazione Pupillo e di quanto si vorrà fare in caso di vittoria alle amministrative per altri cinque, raccontati venerdì sera al Maestoso, parte da una...

LANCIANO. La “storia” di cinque anni di amministrazione Pupillo e di quanto si vorrà fare in caso di vittoria alle amministrative per altri cinque, raccontati venerdì sera al Maestoso, parte da una piazza gremita e da abbracci, festeggiamenti, sorrisi. Era il 2011, lo scenario era una piazza Plebiscito invasa di gioia, e il centrosinistra si apprestava a governare, grazie all’apporto di due movimenti civici, dopo decenni di amministrazioni democristiane e di centrodestra. «Abbiamo trovato una città addormentata», esordisce Mario Pupillo, visibilmente emozionato, «e situazioni incancrenite. Dal 2011 i trasferimenti statali hanno cominciato a calare drasticamente: si è passati dai 10 milioni di euro del 2010 ai 2 del 2013. Eppure non abbiamo tagliato nessun servizio essenziale, non un euro è stato tolto al sociale. Abbiamo tagliato il superfluo: una stazione meteo che ci costava 30mila euro l’anno, un direttore delle farmacie che per 7 anni ha incassato 90mila euro l’anno, un direttore della fiera che ha lasciato una fiera in fallimento e che costava 50mila euro l’anno». Col supporto di 30 slide Pupillo, («il sindaco di cui ti puoi fidare» come l’ha annunciato la presentatrice Raffaella Tenaglia) ha evidenziato quanto fatto finora: ampliamento del cimitero, rivoluzione nel campo dell’igiene urbana con l’avvento della EcoLan, adeguamento del Biondi, monumento ai Martiri Ottobrini, 20milioni di euro di interventi nelle scuole, rotonde, parcheggio di via delle Ripe (in corso), i vicoli, via Dei Frentani, Lanciano diventata capitale dell’ambiente in Abruzzo grazie alle tante manifestazioni, una tra tutte, il 23 maggio 2015 contro Ombrina. Ancora, Pupillo ha insistito nell’aver introdotto il «rispetto delle regole» come il pagamento degli affitti a enti e società morose, il timbro del cartellino in Comune e l’allontanamento dei «furbetti».

Ma tanto ancora si vuole fare. «Abbiamo in mente di fare una città di servizi e della mobilità sostenibile (piste ciclopedonali, ndc), una città-distretto che guarda non solo alla Val di Sangro ma al versante ortonese, una cittadella della salute con l’ospedale che deve restare a Lanciano. E ci sarà anche un Central park lancianese, con la riqualificazione dell’area dell'ex ippodromo». (d.d.l.)

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