Pupillo: test, troppo tempo per i risultati

Il sindaco segnala il problema al governatore Marsilio: «Così aumentano i pericoli di contagio e i rischi per la salute»
LANCIANO . «Ci sono persone che attendono il responso del tampone da 13 giorni, ora intervenga la Regione». È il sindaco Mario Pupillo che da giorni chiede alla Asl di avere i responsi dei test in tempi più celeri ad appellarsi alla Regione. I contagi continuano ma in numeri inferiori rispetto a quelli attesi viste le persone che hanno sintomi Covid ma non il responso dei test. Attese che, come evidenziato anche da altri sindaci, interessano anche persone decedute da giorni.
I TAMPONI. «Ieri ho segnalato i ritardi nei risultati dei tamponi anche alla segreteria del presidente Marco Marsilio», dice il sindaco Pupillo che annuncia altri 4 casi positivi in città con il totale dei contagiati che sale a 43, «perché non è possibile avere persone in attesa del responso da ben 13 giorni. Sono troppi, i pazienti possono peggiorare, chi è stato in contatto con loro continuare a girare e infettare. Per i risultati devono servire 48 al massimo 72 ore. Il problema non è solo della nostra Asl, ma regionale, da qui la richiesta di intervento del presidente Marsilio». Avere i risultati dei test in tempi rapidi è fondamentale per evitare il diffondersi del virus oltre che per curare le persone, permettere ai pazienti di iniziare subito le terapie antivirali. I sindaci poi, avvisati dalla Asl, possono gestire subito le quarantene, l’isolamento delle persone che sono state a stretto contatto con i malati, partire con la distribuzione dei farmaci, dei beni di prima necessità e la gestione dei rifiuti. E tra queste persone in attesa c’è anche parte del personale del Renzetti, focolaio Covid con più di una trentina tra personale e dipendenti infettati; alcuni infermieri e oss attendono il risultato dei test da 10 giorni, mentre dovrebbero avere la priorità. Ieri sono arrivati i risultati di test fatti attorno al 26 marzo; la quarantena in caso questi dipendenti l’hanno fatta a lavoro.
CASA ANZIANI. E mancano i risultati dei tamponi anche per persone decedute da giorni. È accaduto ad Altino, dove il responso del decesso di un 90enne è arrivato il 7 aprile, nonostante la morte risalisse al 28 marzo. E non si conosce l’esito del tampone di un’altra anziana deceduta, di Atessa. «Nei giorni scorsi è morta una persona residente nel centro anziani "Santa Maria", che era stata ricoverata nell'ospedale di Chieti», ha scritto il sindaco Giulio Borrelli, «dopo la scomparsa è stata sottoposta al test del coronavirus, ma non si conoscono ancora i risultati. Alla famiglia porgo le condoglianze dell’amministrazione comunale e di tutta la comunità. Sono poi stati eseguiti i tamponi su tutto il personale e gli ospiti del centro: finora dei tamponi analizzati due sono risultati positivi; per gli altri si è ancora in attesa di conoscere i risultati».
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