Pupillo vince grazie... al centrodestra

14 Ottobre 2014

Il nuovo presidente è di centrosinistra, Scaricaciottoli tradito dai vastesi, i teatini e dall’exploit dell’ex autista Carichieti

CHIETI. Se la politica vota se stessa si mette a nudo. Nel giorno dello spoglio per i nuovi presidente e consiglio provinciale scopri che a far vincere Mario Pupillo è stato il centrodestra. Non è fantapolitica ma l’analisi di un ribaltone. Sulla sconfitta del candidato di centrodestra, Nicola Scaricaciottoli, neppure tanto sonora, pesano tre fattori determinanti. Mettiamoli in ordine. Al primo posto c’è il forfait, per non dire tradimento, della minoranza vastese (leggi Desiati e Sigismondi) che non si è presentata al seggio, togliendo al sindaco di Paglieta un mucchio di preferenze di grandi elettori, secondo il metodo ponderato. Al secondo posto c’è il fattore Chieti che è una statua bifronte: quattro della maggioranza di Di Primio non sono andati alle urne, privando Scaricaciottoli di altri voti chiave. Eppoi c’è il mister X della politica teatina. Non c’è che dire: all’ex autista Carichieti puoi anche togliere la patente, ma Domenico Di Fabrizio ha sette vite e il suo candidato, Paolo Sablone, è il quarto nella top 12 degli eletti. E’ molto di più di un ago della bilancia. Pupillo, che ha potuto contare sulla compattezza del Pd, deve dire grazie ai traditori e soprattutto ai trasmigratori del centrodestra. Incassa un secco 58,35 per cento, pari a 48.343 voti (sempre tenendo presente che sono preferenze virtuali perché a votare erano poco più di 900 consiglieri comunali e sindaci dei 104 comuni), mentre l’avversario si ferma al 41,65 per cento, cioè a 34.350 voti. Ma da oggi il Pd deve solo stare attento a non cullarsi sugli allori. Se la politica vota se stessa e il territorio resta fuori dalle stanze che contano, non è detto che il trionfo di Pupillo sia la verità. Anzi, le elezioni provinciali, corporative e poco democratiche, hanno finito per allontanare ancora di più la gente dalla politica. Chi invece deve correre ai ripari è il centrodestra di Chieti: se il tempo si fermasse a ieri, potremmo infatti dire che la partita per il nuovo sindaco della città, per loro, è persa in partenza. Occorre un candidato che rincolli cocci e magari non si fidi più di ex autisti. Occorrono primarie anche a droite.