«Puzza insopportabile dalla discarica Civeta»

Monteodorisio. Il sindaco Di Giacomo scrive al commissario del Consorzio: risolvete il problema
MONTEODORISIO. Un odore nauseabondo, concentrato nelle ore serali, che ammorba l’aria costringendo i cittadini a chiudersi in casa e a tenere le finestre sigillate nonostante le temperature ancora calde. Succede a Monteodorisio, paese che in linea d’aria dista pochissimi chilometri dall’impianto di riciclaggio e compostaggio del Civeta di Cupello, al centro in questi giorni, di un acceso dibattito politico. Le proteste dei residenti hanno spinto il sindaco Saverio Di Giacomo - che di recente ha contestato in sede di Commissione regionale Via il progetto per la realizzazione di una quarta discarica da 480mila metri cubi a Valle Cena, nell’area dove si trova l’impianto consortile - a scrivere al commissario straordinario del Consorzio, Franco Gerardini.
«Da parte dei cittadini provengono continue ed allarmate istanze in merito alla natura di tali esalazioni», rimarca il primo cittadino, «e sulle ripercussioni che le stesse potrebbero avere sulla salute delle persone e dell’ambiente». Oltre a chiedere «una immediata e definitiva soluzione del problema», Di Giacomo tira in ballo anche la Cupello Ambiente, la società di Rocco Bonassisa che per conto del Civeta gestisce la terza vasca, chiedendo notizie sui rifiuti conferiti nella discarica di servizio del Civeta. E in particolare sulla quantità, tipologia e percentuale di quelli che arrivano dai comuni non consorziati, sulle verifiche che vengono effettuate e copia dell’autorizzazione regionale che «consente di ricevere rifiuti anche da fuori Abruzzo».
Di Giacomo fa parte di quel gruppo di sindaci del territorio guidato da Tiziana Magnacca che chiede chiarezza non solo sulla tipologia di rifiuti accolti nell’impianto dell’ente consortile, ma anche su tutta una serie di partite aperte, come il commissariamento che va avanti ormai da tre anni e il progetto della quarta vasca di iniziativa privata che se dovesse andare in porto, insieme ad altre iniziative imprenditoriali, trasformerebbe il Civeta nella “pattumiera d’Abruzzo”.
Timori di cui gli amministratori del territorio, in procinto di incontrarsi il 25 settembre in Comune a San Salvo, non fanno mistero. «Gerardini farebbe bene a lasciare l’incarico visto che chi lo ha nominato, cioè Luciano D’Alfonso, si è dimesso», è l’affondo del primo cittadino di Monteodorisio, «sono i sindaci che devono decidere il futuro del territorio sotto l’aspetto ecologico, non soggetti privati o funzionari regionali». (a.b.)
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